Slovacchia, ora il matrimonio uomo-donna è nella Costituzione. «Ciò che è bene per la famiglia lo è per tutta la società»

Intervista a Jan Figel, autore dell’emendamento costituzionale approvato a larghissima maggioranza dal Parlamento di Bratislava. Con il voto favorevole dei socialisti. «Siamo fieri di invertire il corso cominciato in Europa»

vignetta giornale«Il matrimonio è un’unione esclusiva fra un uomo e una donna. La Repubblica Slovacca protegge il matrimonio sotto tutti gli aspetti e ne promuove la prosperità». È il verdetto definitivo del parlamento di Bratislava, che il 4 giugno scorso ha approvato l’emendamento costituzionale a protezione della famiglia naturale con 102 voti a favore, 18 contrari e 3 astenuti (una maggioranza ben superiore a quella di 90 voti richiesta in Slovacchia per le modifiche alla Carta fondamentale).

ANCHE I SOCIALISTI A FAVORE. Il disegno di legge era entrato in aula ma senza successo lo scorso settembre, su proposta di Jan Figel (nella vignetta a lato), vicepresidente del parlamento e leader del partito cristiano democratico Kdh. Dopodiché era stato riproposto a inizio anno nell’ambito della riforma della giustizia dal primo ministro socialista Robert Fico (nella foto sotto, con lo stesso Figel), che resistendo alle pressioni contrarie della sinistra europea ha permesso al proprio partito di votare l’emendamento.
Figel spiega a tempi.it che ora «se fosse proposto il matrimonio omosessuale nel nostro paese non potrebbe più essere approvato: i privilegi e i diritti concessi a chi si sposa continueranno a essere riservati solo alla famiglia, che si assume il dovere di educare i figli all’interno dell’unione fra uomo e donna». I patti fra i due partiti non sono venuti meno nemmeno dopo che Fico è stato sconfitto dal candidato indipendente Andrej Kiska alle elezioni presidenziali di marzo, perché «rimangiarsi la parola avrebbe fatto perdere credibilità ai socialisti».

LA “SPINTA” DELL’OPINIONE PUBBLICA. Secondo Figel, comunque, non è stata la svolta “pro famiglia” di Fico a fargli perdere consenso a vantaggio del liberale Kiska: «Fico ha perso per il fatto che la gente è stanca della corruzione e di vedere il potere concentrato nelle mani di un solo partito, che oltre a guidare il governo ha un grande potere sui media». Per altro i sondaggi confermano che la maggioranza dell’opinione pubblica «è schierata in difesa della famiglia naturale», spiega Figel. «Stando alle ultime rilevazioni risulta che l’86 per cento degli slovacchi è favorevole alla protezione costituzionale del matrimonio, un dato che ha avuto un forte impatto sui partiti. Mentre il movimento Lgbt nella nostra società è rappresentato da una piccola minoranza, sicuramente potente e ben finanziata, ma che non trova la stessa accoglienza riservatagli dalla classe politica occidentale. Ecco perché nonostante le proteste degli attivisti gay, l’emendamento è passato».

DALLA FORMA ALLA SOSTANZA. La legge entrerà in vigore il primo settembre e la Slovacchia, secondo il leader cristiano democratico, «è fiera di aver invertito il corso cominciato in Francia e Gran Bretagna», perché «ciò che è bene per la famiglia lo è anche per l’intera società, per lo Stato e anche per l’Europa, che dovrebbe rinnovare e rafforzare il suo rispetto per i valori della società umana fondamentale, a partire dalla famiglia naturale». È necessario infatti, insiste Figel, che alla forma costituzionale segua una sostanza: «Ora lotteremo perché siano prese ulteriori misure a favore della famiglia, come ha ribadito più volte anche il Partito socialdemocratico».