I due vescovi rapiti in Siria sarebbero vivi. «Non dimentichiamoli»

La tv libanese Al-Mayadeen cita come fonte il capo del comitato per la riconciliazione di Aleppo. I due prelati sono stati rapiti lo scorso 22 aprile

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I due vescovi ortodossi rapiti in Siria lo scorso 22 aprile sarebbero vivi. A dare la notizia, senza ulteriori dettagli, è la tv libanese al-Mayadeen, che ha citato come fonte il capo del comitato per la riconciliazione nazionale di Aleppo.

«NON DIMENTICHIAMOLI». Il vescovo siro-ortodosso di Aleppo, Youhanna Ibrahim, e quello greco-ortodosso, Boulos al-Yazij, erano stati rapiti vicino ad Aleppo. I responsabili del sequestro non sono ancora conosciuti anche se i due prelati si trovavano in una zona controllata dai ribelli. A inizio mese, Mor Dionysius Jean Kawak, arcivescovo responsabile dell’Ufficio patriarcale a Damasco della Chiesa siriaca ortodossa, aveva dichiarato a tempi.it: «Non dobbiamo mai dimenticare i due arcivescovi. Abbiamo contattato tutto il mondo: America, Russia, Vaticano, Italia, Grecia. Ma non sappiamo ancora niente sulla loro sorte».

RIBELLI ATTACCANO TERRORISTI. Intanto continuano gli scontri in Siria sia tra ribelli ed esercito che tra ribelli e terroristi affiliati ad Al Qaeda. Nel nord del Paese, oltre dieci guerriglieri dello Stato islamico dell’Iraq e del Levante sono stati uccisi da un gruppo di ribelli, secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani. Altri sei terroristi sono morti per mano dei ribelli nella città di Hazano, ovest di Aleppo, vicino al confine turco.

DEMOCRAZIA CONTRO CALIFFATO. Gli scontri tra ribelli e terroristi – che hanno idee molto diverse sul futuro della Siria, i primi vogliono un paese democratico, i secondi il califfato – si sono intensificati dopo la battaglia di Azaz del 18 settembre, quando gli affiliati ad al-Qaeda hanno strappato la città strategica dalle mani dei ribelli. Le due fazioni, che combattono entrambe contro Assad, si erano accordate per un cessate il fuoco, interrotto domenica scorsa dai terroristi.

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