Siria, pace sempre più lontana: Hezbollah aiuta Assad a riconquistare Qusayr, Ginevra II rinviata

Stati Uniti e Russia non si sono messi d’accordo e la conferenza internazionale sulla Siria è stata rinviata, mentre Assad guadagna terreno sui ribelli

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«Chiunque controlli Qusayr, controlla il centro del paese. E chi controlla il centro del paese controlla tutta la Siria». Ha parlato così il generale siriano dell’esercito fedele a Bashar al-Assad Yahya Sulayman alla tv iraniana Mayadin, dopo che la città strategica che si trova tra Homs e il confine libanese è stata riconquista a danno dei ribelli.

IL RUOLO DI HEZBOLLAH. Nella vittoria riportata dall’esercito governativo è stato fondamentale il ruolo dell’organizzazione terrorista libanese Hezbollah, che da mesi costituisce un asse sciita nel paese con l’Iran al fianco di Assad. «Combattenti Hezbollah stanno invadendo la Siria. Se continueranno a farlo e se le autorità libanesi non faranno niente per fermarli, ci sentiamo autorizzati a combattere Hezbollah dentro il territorio del Libano», ha minacciato ieri il capo militare dell’Esercito libero siriano dei ribelli Selim Idriss.

LIBANO A RISCHIO. Beirut rischia seriamente di essere trascinata nella guerra: ieri notte 11 razzi partiti dalla Siria hanno colpito la città di Baalbek, ferendo diverse persone. Il Libano, inoltre, ospita oltre un milione di rifugiati scappati dalla guerra siriana e rischia il collasso sociale e politico.

RINVIATA GINEVRA II. Mentre con la vittoria di Qusayr si rafforza la posizione di Assad nella guerra civile, la data della tanto attesa conferenza internazionale sulla Siria, Ginevra II, che ha lo scopo di trovare una soluzione non armata alla guerra civile, è stata ufficialmente rinviata. Stati Uniti e Russia, infatti, non hanno trovato un accordo sulla partecipazione dell’Iran e un altro pre-vertice è stato fissato per il 25 giugno.

INTERVENTO MILITARE. I ribelli, in fuga da Qusayr, hanno parlato di un’ultima cruenta offensiva del regime: negli scontri sarebbero morte centinaia di persone, tra cui molti civili e ribelli in fuga. L’ultimo successo di Assad ha aumentato la preoccupazione della Francia: ieri il presidente della Repubblica Francois Hollande, dopo le dichiarazioni rese sulla certezza dell’utilizzo di armi chimiche da parte del regime siriano, ha invitato ancora la comunità internazionale ad agire, paventando un intervento militare diretto, ma precisando che Parigi non prenderà nessuna decisione unilaterale.

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