Siria. «Le suore rapite a Maloula sono cinque e sono state portate a Yabroud»

Il vescovo di Aleppo dei Caldei Antoine Audo dichiara: «Spero siano presto liberate, nessuno da secoli aveva mai fatto una cosa simile»

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Trapelano nuove notizie su quanto sta accadendo a Maloula, il villaggio siriano cristiano che due giorni fa è stato nuovamente attaccato dai ribelli e dai terroristi islamici di Al Nusra, legati ad Al Qaeda. Secondo quanto dichiarato a Radio Vaticana da Antoine Audo, vescovo di Aleppo dei Caldei, «le suore rapite in Siria sono cinque e non 12: la superiora e altre quattro suore. Sono state rapite nella notte e sono state condotte a Yabroud, una città non lontana. Non abbiamo altre notizie».

MALOULA SOTTO ATTACCO. Il villaggio di Maloula, culla della cristianità dove si parla ancora l’aramaico di Gesù e dei primi cristiani, era stato conquistato dai ribelli lo scorso 4 settembre. I jihadisti di Al Nusra hanno combattuto per mesi contro l’esercito di Assad per mantenere il controllo della città, ma da tempo erano stati in parte respinti. Il monastero dove erano rimaste solo cinque suore, trovandosi in mezzo ai combattimenti, era da tempo a rischio mentre il resto della popolazione cristiana è già fuggita a Damasco.

«CRISTIANI SPAVENTATI». I cristiani, continua monsignor Audo, «sono spaventati perché è stato toccato un luogo sacro della cristianità e fino ad oggi – da secoli – nessuno aveva mai fatto una cosa simile a Maloula, un luogo cristiano, sacro però non soltanto per i cristiani ma anche per tutti gli altri. Spero le suore possano essere liberate presto e mi dispiace molto, spero che dove si trovano ora stiano bene».

CHIESA DISTRUTTA. Secondo quanto dichiarato a tempi.it dal giornalista siriano indipendente Naman Tarcha, «I ribelli di Al Nusra stanno scappando dall’esercito siriano, che ha lanciato un’operazione sulle montagne del Qalamoun, che separano la Siria dal Libano, per rendere sicuro il confine. Finora è un’operazione vittoriosa con i ribelli che sono assediati a Yabroud. È anche probabile che facciano un doppio gioco, forse i terroristi vogliono distrarre l’esercito per poi tentare di riprendersi di nuovo il confine con il Libano».
Nella sortita contro Maloula, i terroristi islamici hanno distrutto la chiesa che si trova dentro il monastero di Santa Tecla, insieme a un terrazzo del complesso, e bruciato «almeno 60 case» della parte ovest della città.

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