«Quanti errori da parte di Salvini. Ma questo governo è contro natura»

Intervista ad Alessandro Sallusti, direttore del Giornale: «L’unico obiettivo del Conte bis è impedire che il centrodestra vinca le elezioni. Se vuole guidare il paese, Salvini deve abbandonare il populismo»

Stamattina Sergio Mattarella incaricherà Giuseppe Conte di formare un nuovo governo sostenuto dall’alleanza tra Pd e M5s. Dopo giorni di trattative turbolente, è ormai certo che l’Italia non tornerà al voto ma sarà guidata dal Conte bis. In queste ore si parla moltissimo di posti e nomine, pochissimo di programma («è l’ultimo dei problemi», come scrive Repubblica). Anche perché il programma, dichiara a tempi.it il direttore del Giornale, Alessandro Sallusti, è stato molto chiaro fin dal principio: «Il nuovo governo ha solo due obiettivi: il primo è togliere di mezzo Matteo Salvini, il secondo è impedire di andare alle elezioni».

M5s e Pd sono spaventati dal voto?
Sanno benissimo che vincerebbe il centrodestra e vogliono impedire a tutti i costi che nel 2022 elegga il nuovo capo dello Stato. Il nuovo governo sarà una riedizione meno divertente del precedente, ma i connotati sono gli stessi: un’alleanza incompatibile che gli elettori non gradiscono.

Il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, aveva posto il veto su Conte, ma ha cambiato idea in fretta. Poi è stato Di Maio a frenare le trattative chiedendo di restare viceministro. È solo un problema di poltrone?
No. Zingaretti e Di Maio sono gli unici che non vogliono questo governo. Di Maio è ancora innamorato del leader leghista, mentre Zingaretti teme che Matteo Renzi gli faccia le scarpe, non a torto. Per questo sono scettici, sospettosi, per nulla entusiasti. Comunque, non ho mai visto un governo cadere su una poltrona: un accordo si trova sempre.

Repubblica ha scritto ieri che è già pronta una manovra in deficit al 3%. L’Europa lo permetterà?
Sono convinto che questo governo nasca anche, se non sopratutto, fuori dall’Italia, come dimostra anche il tweet di Donald Trump di apprezzamento per Conte. Lo scambio è chiaro: in cambio dell’eliminazione di Salvini e del patto contro natura tra M5s e Pd, l’Unione Europea offre flessibilità, impedendo così che il governo cada già a novembre sui conti. Non credo che verrebbe accettato un deficit del 3%, ma sicuramente il voto pro Ursula von der Leyen dei grillini doveva essere ricambiato. Ho però un dubbio.

Quale?
L’Ue ha spesso concesso flessibilità, alla Francia ad esempio, in cambio di manovre espansive. Io spero di vederla, ma dubito fortemente che il Pd la approverà.

Un sondaggio uscito pochi giorni fa ha registrato un netto calo di consensi per Salvini. Che cosa ha sbagliato?
Di errori Salvini ne ha fatti tanti. Aveva giurato che il suo fronte populista avrebbe dominato a Bruxelles, invece non è stato così. L’errore più grave però è stato sicuramente scambiare la vittoria alle elezioni europee, e di conseguenza il consenso ottenuto tra gli elettori, per un consenso parlamentare. Ma in Parlamento Salvini ha sempre il 17 per cento e così si è schiantato contro il muro.

Pagherà questo errore?
Mi sembra normale. La gente non ha capito perché ha aperto la crisi, anzi nessuno l’ha capito. Resta da vedere come si comporterà all’opposizione e se il calo di consensi è solo un normale assestamento o l’inizio del tracollo. È chiaro che ora non avrà più la stessa visibilità di prima. Salvini era dalla mattina alla sera su tutte le tv e tutti i giornali, aveva occupato militarmente la comunicazione come ministro dell’Interno. Già negli ultimi giorni è quasi sparito.

Ha scritto ieri nel suo editoriale che l’alleanza tra Pd e M5s riporta lo scenario politico italiano verso il bipolarismo: la sinistra da una parte, il centrodestra dall’altra. Salvini dovrà cambiare strategia?
Non so se lo farà, ma se Pd e M5s si alleano alle elezioni, superando il 40 per cento dei consensi, i voti della Lega non bastano più per vincere. Se continuerà nel suo intento di correre da solo, si schianterà per la seconda volta. Ma anche un’eventuale coalizione di centrodestra non potrà più essere quella di prima.

Che cosa intende?
Io mi auguro che Forza Italia non entri in una coalizione di centrodestra iper-sovranista e anti-europea. Con il suo atteggiamento Salvini ha già combinato abbastanza guai. Fare il leader di un paese è diverso da fare il leader della Lega. Fi deve entrare in una coalizione di centrodestra solo se non sarà populista: altrimenti quale dovrebbe essere la sua funzione?

E se il nuovo leader del centrodestra fosse Urbano Cairo?
Con la sua intervista al Foglio di pochi giorni fa ha mandato un avviso importante ai naviganti, molto ambiguo e molto scaltro. La cosa più importante che ha detto è questa: io non sono il successore di nessuno e non accetterò di essere designato come capo da Silvio Berlusconi. La sua intenzione mi sembra evidente: quando Berlusconi deciderà di lasciare la politica, scenderà in campo. Ha detto chiaramente di non essere l’uomo di nessuno: mi sembra un buon punto di partenza.

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