Quante mutande sporche stanno facendo volare per piegare la Lombardia

Perfino un quotidiano di fine establishment internazionale come il Monde si è abbassato a ospitare il brodetto di scorfano servito da Saviano

Roberto Saviano

Cronache dalla quarantena / 37

Non passa giorno che non mi segnalino episodi della canea veterocomunista orchestrata contro la Lombardia. Alla Rai pagata da tutti gli italiani pare che si divertano a dividere l’Italia nel momento del pericolo.

Sabato 18 mi arriva la seguente segnalazione dal Tg3: «Ho appena sentito il presidente degli infermieri, dall’accento toscano, pontificare su come si deve fare l’assistenza sanitaria. Il giornalista gli ha suggerito il posto dove il sistema funziona meno… La Lombardia».

Dunque. “Che fare?” adesso che giocano pure la carta dello “scontro” Nord-Sud? Vi avevo promesso un governo. E invece ho avuto un gran segno dal cielo. Lasciamo stare. Piercamillo Davigo e Marco Travaglio a Palazzo Chigi? I Migliori esposti alla fatica delle responsabilità oltre che alla ganza popolarità delle passerelle televisive? Non scherziamo.

Tanto meno dovrebbe permettersi di scherzare il celebre esperto di Gomorra. Il quale su Le Monde ha scritto di Comunione e Liberazione, quindi anche di me che sono ciellino, descrivendoci come gente che, tra le tante brutture, «detta legge» e «dinamica mafiosa». Mumble mumble, con maestra Boldrini rimugino e domando: ma volete che nel bordello di insulti che Roberto Saviano ha riversato addosso a un movimento che non tira fuori la testa da almeno dieci anni – volete che non ci sia in tutto il suo sproloquio, triste e per niente ironico napoletano, la diffamazione, il razzismo, l’istigazione all’odio?

Troppo buono il portavoce di Cl Alberto Savorana. Che con la sua civile lettera a Repubblica ha scatenato addirittura l’ira minacciosa e funesta del Saviano facente funzione di padreterno. Anzi, di ultimissimo grado di giudizio un gradino sopra a Dio.

Meno male che c’è ancora una libera stampa in Italia, che permette anche a un condannato di dire la sua (vedi l’intervista di Roberto Formigoni su Libero). Più in generale, su questo tormentone anti lombardo, che, si capisce, mancando un “Salvini al Papeete”, qualcuno lassù a Bruxelles avrà pure insufflato (visto che non succede mai, su un quotidiano di fine establishment internazionale come è il Monde, di leggere brodetti di scorfano puzzone come quello servito da Saviano), appendete e fate circolare in bacheca virtuale questo articolo definitivo di Renato Farina.

E a proposito di pelati che han messo il cervello in frigidaire: ma vi rendete conto di quante supposte mutande sporche stanno facendo volare in aria, pur di renderci mesti servitori di un governo che fa la questua alla Merkel? Ma vi rendete conto? Guai a seguire l’urlo del Nord che chiede di riaprire. Con juicio, ma riaprire. Vi rendete conto che solo per questa richiesta si meritano lo sfregio di “untori”?

E va bene. Non so perché i governatori di Campania e Calabria vogliano radere al suolo l’economia delle loro rispettive regioni oltre a tutto ciò che ha raso l’inclemente virus. Ma è un fatto che lombardi, veneti e in generale la gente del Nord siano stati vituperati e minacciati. Se non se ne staranno a casa loro questa estate voleranno multe e ordinanze di espulsione.

Ecco, volete che vi spieghi perché questa visione minacciosa fatta balenare dai governatori della Campania ma anche della Calabria, Vincenzo De Luca e Jole Santelli, rispettivamente Pd e Forza Italia, mi pare una un pochino miope? Più sfumata, ma anch’essa mica tanto astuta, mi è sembrata la posizione del governatore pugliese Michele Emiliano. Il quale lo dice male, lo dice con patetico vittimismo (visto che a nessuno risulta che il Nord abbia messo i piedi in testa alla Puglia, casomai consigliate a Emiliano questo saggio di un suo ex compagno di partito), però alla fine del piagnucolo sul «non è il momento per regolare i conti con le tante umiliazioni subìte dall’arroganza del Nord», dice: «Italiani del Nord, prenotate le vacanze in Puglia».

Ebbravo il nostro astutissimo procuratore antimafia in aspettativa e intanto governatore Pd. Cosa vuoi dire allora al sindaco di Riccione Renata Tosi, simbolo di ciò che dovrebbe essere a Roma il centrodestra, che fa sapere: «Se la Campania vi chiude, la Romagna e Riccione vi aspettano!» e «non dimentichiamo i connazionali lombardi, veneti ed emiliani che hanno reso grande il nostro turismo!»? Applausi.

Come i nostri più sentiti applausi vanno alla bambina di Quartu, Cagliari, Sardegna, che in sole quattro righe di foglio A3 ha svelato il sederino pelato di ingenua scimmietta che c’è sotto uno slogan di ottimismo ad minchiam. Da una parte il disegno che la bambina ha fatto dell’arcobaleno e il famoso #andratuttobene adottato dagli organi di stampa del governo Conte. Di fianco, la precisazione della stessa piccola disegnatrice: «(NON È VERO CHE ANDRÀ TUTTO BENE. L’ho fatto solo perché lo volevano le mie maestre e i miei genitori)». Della serie: bambini sì, scemi no.

Foto Ansa