Processo Ruby, Boccassini chiede 6 anni e interdizione perpetua dai pubblici uffici per Berlusconi

Il pm Ilda Boccassini chiede la condanna per l’ex premier. «Non v’è dubbio che abbia fatto sesso con l’imputato e ne aveva ricevuto benefici»

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«Condanna…». Poi Ilda Boccassini corregge il lapsus rivelatore. «Chiede la condanna per l’imputato Silvio Berlusconi…». Cinque anni per concussione e uno per prostituzione. È questa la richiesta avanzata dal pm Ilda Boccassini al termine della sua requisitoria sul caso Ruby. «Una richiesta altissima», è il primo commento del legale dell’ex presidente del consiglio, Niccolò Ghedini.
«Non mi è stato possibile ascoltare la requisitoria», ha detto Berlusconi. «Ho letto le agenzie. Che devo dire? Teoremi, illazioni, forzature, falsità ispirate dal pregiudizio e dall’odio, tutto contro l’evidenza, al di là dell’immaginabile e del ridicolo. Ma tutto è consentito sotto lo scudo di una toga. Povera Italia!».

LA REQUISITORIA.«Una ragazza di furbizia orientale», abile a mentire. Così, il pm ha definito Karima El Marough, alias Ruby Rubacuori. «Non v’è dubbio», ha proseguito Boccassini nell’ultimo atto del processo Ruby, «che El Mahroug aveva fatto sesso con l’imputato e ne aveva ricevuto benefici».
Secondo Boccassini, Ruby era una prostituta, da ben prima di incontrare Berlusconi. Mesi prima che lo conoscesse, infatti, aveva già molti soldi: «Difficile poter credere che una ragazza possa avere mille euro in tasca facendo animazione», ha detto il pm alla Corte. Dunque Berlusconi, attraverso Lele Mora, avrebbe invitato Ruby ad Arcore, proprio perché era una prostituta. Boccassini ha sottolineato l’abilità di mentire di Ruby, anche sulla sua età, ma esclude che Berlusconi non ne sia venuto a conoscenza.
Il fatto che Ruby abbia dormito nella villa di Berlusconi ad Arcore per sei volte, fra febbraio e maggio del 2010, dimostrerebbe, secondo Boccassini, che Ruby abbia fatto sesso con Berlusconi.
Oltre il reato di “prostituzione minorile”, l’ex presidente del Consiglio è accusato di aver commesso una concussione, per aver indotto un pubblico funzionario a fornire un vantaggio indebito a Ruby, che secondo Boccassini si sarebbe concretato in una telefonata in cui Berlusconi ha dichiarato al capo di gabinetto della Questura di Milano che fosse la nipote dell’ex Capo di Stato egiziano Mubarak.

COSA ACCADDE IN QUESTURA. A gennaio del 2010 Ruby, diciassettenne, lasciò la comunità La Glicine di Messina, per andare a vivere a Milano con un trentenne. In quei mesi, iniziò a condurre una vita agiata, partecipando a festini in discoteche, esibendosi nella danza del ventre. Viveva nell’appartamento di una prostituta. A maggio, appena tornata da una vacanza di due settimane in Sicilia, venne fermata dalla Polizia a Milano. Una conoscente aveva accusato Ruby di furto (accusa poi ritirata). Essendo minorenne, e vivendo con una prostituta, la questura cercò una comunità a cui affidarla temporaneamente prima di rimandarla in Sicilia. Ma non c’era posto da nessuna parte. Avrebbe dovuto stare una notte in questura, secondo il consiglio del Magistrato dei Minori di turno.
Il Commissario Giorgia Iafrate, però, dopo la chiamata in cui Ostuni gli rivela essere la nipote di Mubarak, decide, legalmente, di affidarla alla consigliera regionale Nicole Minetti. Dopo una settimana, Ruby viene rimandata in comunità a Messina, che lascerà poco dopo.
A luglio Ruby fu interrogata dai Pm della Procura di Milano in merito alla sua conoscenza di Berlusconi. Nell’ottobre del 2010, una settimana prima che Ruby compiesse diciotto anni, la vicenda, ancora in fase di indagine, venne portata alla luce da una “spifferata” al Fatto Quotidiano.

LA DIFESA. Per quanto riguarda l’accusa di concussione, un aiuto alla difesa è stato dato dalle dichiarazioni dei poliziotti della Questura, in particolare dal commissario di polizia Giorgia Iafrate, responsabile dell’affidamento di Ruby a Nicole Minetti. Al processo, Iafrate ha detto che non ci sono state pressioni di Berlusconi, ricordando che è la pubblica autorità a decidere se tenere in stato di fermo o meno una minorenne, e che quindi non sono state violate le procedure.
Iafrate ha ricordato che non è insolito che i minori non siano trattenuti in Questura, inoltre, e che ha preso quella decisione sulla base della logica: «Mi è sembrato più giusto farle passare la notte in un letto piuttosto che in questura». «Ho assistito personalmente all’incontro con Ruby: si sono abbracciate mentre Karima piangeva perché non voleva più restare in Questura. Insomma, era evidente che si conoscevano bene». Dunque Ruby non avrebbe ottenuto alcun indebito vantaggio e Berlusconi non avrebbe fatto pressioni per il suo rilascio.
Per quanto riguarda l’accusa di prostituzione minorile, la difesa ha negato che nelle occasioni in cui Ruby si è presentata ad Arcore ci siano state feste a luci rosse di qualche tipo. Berlusconi non sarebbe stato a conoscenza della minore età della ragazza e comunque non avrebbe mai fatto sesso con Ruby.

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