Prima dei vaccini fu il turno delle banche e di Berlusconi. Il pm di Trani e le inchieste che non portano a granché

Il magistrato che oggi cerca la correlazione tra vaccini e autismo si è occupato anche di Berlusconi e di finanza mondiale

Dietro all’indagine sui vaccini portata avanti della Procura di Trani (capoluogo di provincia di 55mila abitanti affacciato sull’Adriatico), c’è il pm Michele Ruggiero. Filippo Facci, oggi su Libero, esamina il suo curriculum nel dettaglio. Il pm che ora investiga sulla correlazione fra vaccini e autismo, spiega Facci, negli ultimi anni «è passato da un’indagine sull’ex premier Silvio Berlusconi a un’altra sulle maggiori agenzie mondiali di rating (Standard & Poor’s, Moody’s) e in generale su Wall Street che avrebbe speculato sull’Italia, spalleggiata dall’élite finanziari mondiale».

LE INCHIESTE DI TRANI. Facci ha vagliato il lavoro del magistrato a Trani, scoprendo che ha inoltre «aperto un’altra importante inchiesta per usura contro il colosso American Express, contro l’allora governatore della Banca d’Italia Antonio Fazio e contro i cosiddetti derivati riconducibili al Monte dei Paschi di Siena». Ruggiero ha anche aperto un fascicolo «contro i general manager di cinque banche non proprio minori (Barclays, Deutsche Bank, Hsbc, Rbs e Société Générale)». Facci non dimentica «l’indagine su Agcom, cioè le pressioni di Berlusconi sull’autorità per le Comunicazioni per tacitare Annozero di Michele Santoro: un profluvio di intercettazioni e poi puf, archiviazione». Che fine hanno fatto tutte le altre inchieste? «Non hanno portato a granché». Come accadde per Berlusconi, videro, per esempio, «prosciolto l’allora governatore Antonio Fazio» e prosciolti anche «l’ex vicedirettore di via nazionale Anna Maria Tarantola più altri sette dirigenti di Bankitalia».

SCIENZA E GIUSTIZIA SEPARATE. Come queste inchieste «abbiano avuto origine proprio a Trani resta un mistero dei codici di procedura». Certo è, osserva Facci, che in questo caso ci sono dei precedenti. «Nel 2012 anche la procura di Rimini riconobbe una possibile causalità tra autismo e vaccini, e così pure è accaduto a Pesaro e a Bassano del Grappa». Questi giudizi, prosegue il giornalista di Libero, sarebbero stati «imperniati su consulenze medico-scientifiche disconosciute dal ministero della Salute e in generale dal mondo accademico» e rischiano di scatenare il «panico sanitario». Purtroppo, conclude Facci, «la via giudiziaria e quella scientifica – conclude – in Italia, viaggiano spesso su binari separati».