C’è poco da storcere il naso davanti a Manif e Sentinelle, testimoni di vita

Dalla Francia all’Italia, un popolo di uomini e donne si è ripreso le parole che significano qualcosa invece che niente. La famiglia dell’uomo e della donna, dei nonni e dei nipotini

La violenza figlia dell’ideologia, di una teoria organizzata e imposta dall’alto verso il basso dai centri di potere (si chiamino Commissioni europee o Google, Onu o finanza alla Soros), vede l’alleanza uomo-donna come il fumo negli occhi. Uomini e donne devono guardarsi in cagnesco, esigersi autosufficienza reciproca, fissarsi ai poli opposti della “cura di sé”. Credere, obbedire, combattere. Consumare, produrre, competere.

Ingozzati dal medium nostro angelo custode (la televisione, il film, la canzonetta, il giornalone), mastichiamo parole dense di vittimismo puerile (discriminazioni di genere, femminicidi, omofobie…). E che non significano niente. Se non: “attenti!”, dalle scuole alle pinacoteche, passano i generali del conforme, guai a non farsi trovare con la lingua di legno pronta a scandire gli slogan d’ordinanza!

C’è poco da storcere il naso: da che in Francia un popolo di uomini e donne si è ripreso le parole che significano qualcosa invece che niente; che significano l’attrattiva primordiale e la compagnia geniale – la famiglia dell’uomo e della donna, dei nonni e dei nipotini, la Manif Pour Tous – finalmente abbiamo sentito nell’aria (e nelle elezioni francesi) un bel venticello frizzante. Finalmente abbiamo visto di che pasta è fatta la vita della gente e di che leggerezza mortifera sono fatte le nomenclature alla Hollande.

sentinelle-in-piedi-cremonaQui in Italia, il vento è partito da ragazzi, ragazze e piccole comunità coraggiose. Così, nello sconcerto dei pappagalli della grande distribuzione di parole vuote, abbiamo assistito al nascere anche da noi di un movimento spontaneo di Sentinelle. Gente comune che scende in piazza e silenziosamente si oppone ai funzionari della multinazionale degli Scalfarotto&C. Come ha ammesso con pratico cinismo il lobbista David Mixner (secondo Newsweek «il gay più potente d’America»), loro non credono nella libertà di quella pidocchiosa gente comune. E della democrazia non sanno che farsene. Loro vogliono, semplicemente esigono, che si faccia come loro ordinano di fare. Cioè, cambiare il nome alle cose e vestirci tutti d’arcobaleno. E guai a chi fiata. Chi fiata è “omofobo”, “odiatore”, “in galera!”.

Perciò, onore a questi che resistono anche per noi. Onore a chi si becca gli sputi, gli insulti e perfino gli impedimenti alla libertà di parola e di espressione, com’è accaduto in quel di Siena, in posti che non sono più neanche “rossi”, ma semplicemente gregari.

Onore alla gente comune, alle Sentinelle e ai loro prossimi appuntamenti, questa è la lista, partecipiamo numerosi: sabato 7 giugno, Perugia, Piazza IV novembre, ore 16. Sabato 7 giugno, Piacenza, Piazza Cavalli, ore 17.30. Domenica 8 giugno, Varese, Piazza Monte Grappa, ore 17.30. Venerdì 13 giugno, Trento, Piazza Battisti, ore 18. Venerdì 13 giugno, Messina, Piazza Cairolo, ore18. Sabato 14 giugno, Parma, Piazza Garibaldi ore 11. Sabato 14 giugno, Busto Arsizio, Piazza S. Maria, ore 17.30. Sabato 14 giugno, Brescia, Piazza Vittoria, ore 17.30. Sabato 14 giugno, Catania, Piazza Università, ore 22. Domenica 15 giugno, Verona, Piazza dei Signori, ore 17.30. Domenica 15 giugno, Cremona, Piazza Duomo, ore 21. Sabato 21 giugno, Modena, Piazza Grande, ore 18.