Ospedali greci non pagano, la Roche non li rifornisce più di medicinali

Decisione senza precedenti da parte della grande multinazionale farmaceutica svizzera Roche. Tra i medicinali che non invierà più ad alcuni ospedali greci, ci sono quelli antitumorali. La motivazione è semplice: «Non pagano da tre o quattro anni». La gente dovrà comprare i medicinali in farmacia e poi portarli in ospedale per farseli somministrare. A rischio anche l’Italia

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La sanità greca come quella dei paesi africani, cioè coi pazienti che pagano di tasca propria i medicinali acquistandoli in farmacia e poi li portano in ospedale perché il personale glieli somministri. Questo grande balzo all’indietro dei livelli di protezione sociale potrebbe materializzarsi già questa settimana, dopo che Roche, la grande multinazionale farmaceutica svizzera, ha annunciato la sospensione delle consegne dei suoi preparati a un certo numero di ospedali greci in arretrato coi pagamenti.

Fra i prodotti di cui si è decisa la sospensione delle forniture anche i farmaci antitumorali, che i pazienti saranno costretti a comprare in farmacia se vorranno continuare a ricevere le cure di cui hanno bisogno. Il presidente del Consiglio di amministrazione di Roche, Severin Schwan, ha giustificato la decisione senza precedenti spiegando che le strutture ospedaliere colpite dall’embargo «non pagano i loro conti da tre o quattro anni». Non si tratterebbe dunque di una situazione creatasi di recente, né ascrivibile alle più recenti misure di austerity decise dal governo greco. Ma è indubbio che i sempre più numerosi pronostici circa un imminente default del debito pubblico della Grecia hanno pesato sulla scelta della multinazionale elvetica. La quale fa sapere che il problema non è limitato ad Atene, e che altri provvedimenti del genere potrebbero essere presi per gli ospedali di altri paesi: il primo della lista è la Spagna, seguono Portogallo e Italia, dove pure sono segnalati nosocomi molto indietro nei pagamenti.

Gli ospedali greci presentano grossi debiti nei confronti di molti fonitori di farmaci. L’Associazione ellenica delle compagnie farmaceutiche (Sfee nell’acronimo greco) fa sapere che degli 1,9 miliardi di euro di medicinali forniti agli ospedali pubblici nel corso del 2010 e nel primo semestre del 2011 solo il 37 per cento è stato saldato ai fornitori. All’inizio dell’anno la Grecia aveva saldato una parte del suo debito farmaceutico retribuendo le ditte con titoli di Stato.

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