«Quello che in Ungheria riscuote seguito, dalle parti di Bruxelles non viene compreso»

L’Europa, l’economia e i valori cristiani. L’intervista del primo ministro ungherese Viktor Orbán all’Express

In un’intervista di tre pagine concessa il 10 luglio a L’Express, non ripresa dal sito del settimanale francese (e altrove!) ma sintetizzata su www.politics.hu, il primo ministro ungherese Viktor Orbán è tornato a scagliarsi contro l’Eurss, cioè l’Unione Europea delle Repubbliche Socialiste Sovietiche che, secondo la formula coniata dall’ex dissidente russo Vladimir Bukovskij, sarebbe ormai diventata l’Eurocrazia di Bruxelles.

POLITICA “IMPERIALISTA” EUROPEA. Il capo del governo di Budapest, il cui partito Fidesz–Unione Civica Ungherese, è parte del gruppo del PPE, ha nuovamente denunciato in quest’intervista la politica economica definita “imperialista” dell’Ue, questa volta identificata nelle raccomandazioni della Commissione europea in tema di rialzo dei prezzi del mercato energetico per renderlo, a suo dire, più libero e “competitivo”. Ma si tratterebbe, a parere di Orbán, di un ulteriore esempio di azione “inaccettabile” per un Paese come l’Ungheria che, come altri, aveva di recente introdotto un sistema di regolamentazione delle tariffe per limitare le spese dei contribuenti. Ora, invece, afferma il premier, «l’Unione Europea ci chiede di rimandare il provvedimento e rialzare i costi». Inoltre, l’Ue vorrebbe imporre all’Ungheria di modificare il suo sistema fiscale e giudiziario, che non avrebbero, ad avviso dei burocrati di Bruxelles, caratteristiche abbastanza democratiche e trasparenti. Secondo il Primo ministro un tale richiamo sarebbe frutto di un «procedimento non chiaro», in quanto ad esempio non preceduto da alcun tipo di confronto in materia fra le istituzioni comunitarie e l’esecutivo ungherese.

L’EREDITA’ COMUNISTA. Nell’intervista Orbán spiega inoltre che l’aver permesso, da parte di Bruxelles, alla Germania e alla Francia una spesa fuori controllo a partire dal 2002 è stato un errore grave che ha condotto nel 2008 il suo Paese vicino al collasso. Ma, allo stesso tempo, il premier conservatore ha anche riconosciuto che alcuni errori che hanno condotto l’Ungheria alla difficile situazione economico-finanziaria di oggi sono frutto di scelte sbagliate a livello nazionale, come quella di abbandonare la produzione industriale in favore del settore terziario o, ancora, di «non avere considerato il peso della struttura burocratica, ereditata dal comunismo».

PENSIONATI A 40 ANNI. A titolo ulteriormente esemplificativo degli errori del suo governo, Orbán ha citato altri fatti, come l’altissima quota di pensionati presenti nel Paese, diversi dei quali hanno addirittura poco più di 40 anni di età, nonché l’impressionante rapporto tra le persone ufficialmente bisognose di cure e assistenza e il resto della popolazione (quattro volte superiore alla media rispetto al resto dei Paesi Ue!). «Il nostro ottimismo iniziale – ha aggiunto – si è rivelato infondato, in quanto intervenire sulle rendite sociali e spostare l’obiettivo sulla meritocrazia e l’orientamento al risultato è stato un compito molto più difficile di quel che sembrava».

VALORI CRISTIANI. Interrogato sull’interpretazione internazionale della sua attività e personalità politica, Orbán ha risposto rigettando l’etichetta di “populista” e richiamando piuttosto la notevole diversità di giudizi registrata nei suoi confronti. Si va da chi lo considera un innovatore a chi lo vede come dittatore o, infine, un eretico o un anarchico. «Anche se mi considero un politico di centro-destra, non dimentico le istanze di sinistra», ha concluso, spiegando ad esempio come l’imposizione di nuove tasse nei confronti di banche e aziende multinazionali sia andata di pari passo con la difesa dei valori cristiani. Ma, ha aggiunto in particolare a quest’ultimo proposito, «quello che in Ungheria riscuote seguito, dalle parti di Bruxelles non viene compreso».

(ringrazio Omar Ebrahime, redattore dell’Osservatorio Internazionale “Cardinale Van Thuân” sulla Dottrina sociale della Chiesa, per aver collaborato alla stesura di questo articolo)