Francia, matrimonio gay. Sindaco ribelle (e denunciato) scrive al ministro: «Invoco la Costituzione»

Jean-Michel Colo, denunciato da una coppia omosessuale perché si è rifiutato di celebrare il loro matrimonio, si appella al titolare degli Interni Valls chiedendo libertà di coscienza

Il sindaco francese di Arcangues Jean-Michel Colo, denunciato da una coppia gay perché si è rifiutato di celebrare il loro matrimonio, scrive al ministro degli Interni Manuel Valls invocando il diritto all’obiezione di coscienza. Di seguito la traduzione della lettera. Intanto la polemica si è risolta, dal momento che un suo aggiunto ha ceduto alle pressioni mettendosi a disposizione della coppia per sposarla.

Signor Ministro,
lei conosce il mio rifiuto a celebrare l’unione di due omosessuali. Io invoco la mia libertà di coscienza garantita dalla Costituzione. Io non voglio giocare nessun ruolo particolare, ho sempre sostenuto lo Stato, lei lo sa senza dubbio, dopo 30 anni passati alla guida della mia cittadina.

Io non aspiro a nessun particolare riconoscimento e non desidero diventare un simbolo. Io voglio semplicemente che la mia libertà di coscienza sia rispettata come aveva promesso il Presidente [Francois Hollande, ndr] davanti ai sindaci della Francia.

I miei aggiunti hanno una posizione simile alla mia. Ci troviamo quindi davanti a un impasse giuridico. Io domando a lei di ricevermi, se necessario insieme ai miei aggiunti, per cercare di trovare una soluzione a quest’impasse nel rispetto sia della legalità sia della libertà di coscienza. Io non credo infatti che le sanzioni possano essere una risposta utile e durevole a queste difficoltà.

La Francia ha bisogno di unità. In attesa di una sua risposta, la prego di credere, Signor Ministro, all’espressione della mia più alta considerazione.
Il Sindaco,
Jean-Michel COLO