La bandiera nera di Boko Haram sventola su Baga, dopo il massacro del 2015

La città nigeriana, dove tre anni fa morirono fino a duemila persone, è di nuovo nelle mani dei terroristi islamici. La conquista fa parte del nuovo corso targato “Isis”, che prevede «solo» l’uccisione di cristiani

La bandiera di Boko Haram è tornata a sventolare sulla città di Baga, a tre anni dall’ultimo devastante attacco che ha provocato fino a duemila morti nella città dell’estremo nord-est della Nigeria. I terroristi dell’Iswap, ovvero quella fazione di Boko Haram che ha giurato fedeltà allo Stato islamico, hanno attaccato la notte del 26 dicembre la sede del quartier generale della Mnjtf (la Task force congiunta di Benin, Camerun, Ciad, Niger e Nigeria). Almeno dieci civili sono morti nell’attacco, 700 soldati sono scomparsi, altri 2,000 sarebbero prigionieri, mentre sulla città sventola la bandiera nera.

LA PREGHIERA IN MOSCHEA

Secondo la Bbc, che cita un residente, i terroristi hanno già preso possesso delle strutture principali della città, guidando la preghiera del giovedì alla moschea. Una fonte vicino all’esercito ha detto che i soldati non sono stati sconfitti, ma hanno effettuato una «ritirata tattica». Sarebbero in corso combattimenti per riprendere la città.

Baga era stata rasa al suolo da Boko Haram nel gennaio 2015, quando i terroristi erano riusciti a conquistare un’area del nord del paese grande quanto il Belgio, prima di essere costretti a ritirarsi dal contrattacco dell’esercito nigeriano. La città era stata poi ripresa dalle forze di sicurezza nigeriane a marzo 2015. I sopravvissuti raccontarono che «i terroristi non ci davano da mangiare e uccidevano anche vecchi e bambini».

UCCIDERE “SOLO” I CRISTIANI

La riconquista di Baga da parte di Boko Haram fa parte del nuovo corso del gruppo terrorista, ora guidato da Abu Musab al-Barnawi. Se prima i terroristi uccidevano anche i musulmani, in attacchi suicidi nei mercati e nelle piazze, ora lascia perlopiù incolume la popolazione per colpire soltanto i cristiani, come spiegato dal docente della Georgetown University Jacob Zenn. Non a caso, l’unica ragazza, tra le oltre 100 rapite a Dapchi, non liberata dai terroristi è Leah Sharibu, l’unica cristiana del gruppo. Gli islamisti hanno esplicitamente dichiarato di tenerla in cattività solo per la sua fede. Quest’anno per la prima volta la sua famiglia ha passato il Natale senza di lei e come dichiarato dalla madre Rebecca al quotidiano nigeriano Punch, è stato «devastante: il governo ha detto che sarebbe riuscito a liberarla».