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Anche la Francia vorrebbe una Corte disciplinare per i magistrati

Di Rodolfo Casadei
14 Giugno 2026
Lo scandalo per l'omicidio di una undicenne da parte di un pedofilo noto alle forze dell’ordine, accende il dibattito sull'irresponsabilità delle toghe
Marcia Bianca in memoria della piccola Lyhanna, di 11 anni, a Fleurance, nel dipartimento del Gers, in Francia, il 7 giugno 2026
Marcia in memoria della piccola Lyhanna, di 11 anni, uccisa da un pedofilo, Fleurance, Francia, 7 giugno 2026 (Foto Ansa)

«I meccanismi per sanzionare i giudici non funzionano. Dipendono dal Consiglio Superiore della Magistratura, che è troppo corporativo e sindacalizzato nella sua composizione. (…) Nella nostra Repubblica non può esistere alcuna categoria di dipendenti pubblici che non sia tenuta a rispondere di eventuali condotte professionali scorrette».

Echi della campagna dell’italico referendum sulla giustizia, che proponeva fra le altre cose l’istituzione di un’Alta Corte disciplinare per i magistrati? Vecchie dichiarazioni che tornano in circolazione? Nemmeno per sogno. Quelle che avete letto sopra sono parole tratte da un’intervista rilasciata da Bruno Retailleau, presidente del partito gollista Les Républicains e candidato alle elezioni presidenziali francesi del 2027, al quotidiano Le Parisien all’indomani dell’omicidio di Lyhanna Rameau Bernard, l’11enne violentata e uccisa nel sud-ovest della Francia da un pedofilo già noto alle forze dell’ordine per precedenti giudiziari e nuove denunce ci...

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