Mosul. Jihadisti girano in ogni negozio per farsi consegnare tutto ciò che appartiene a «cristiani e sciiti»

La rivelazione di un negoziante: «Dalle moschee dicono anche che ogni residente sunnita di Mosul che non torna indietro per vivere sotto il Califfato sarà dichiarato un apostata»

In attesa di confrontarsi faccia a faccia contro la coalizione guidata dagli Stati Uniti, lo Stato islamico sta facendo razzia a Mosul di tutto ciò che apparteneva a cristiani, sciiti e non sunniti in generale. Dopo aver cacciato i cristiani iracheni dalle proprie case, in questi giorni secondo alcuni residenti di Mosul i terroristi si stanno recando in ogni singolo negozio della città per minacciare i proprietari sunniti, che spesso avevano dei partner in affari.

NEGOZIO PER NEGOZIO. La richiesta è semplice: dateci tutto ciò che appartiene ai vostri partner cristiani o sciiti. «Ci sono piccole unità di soldati che si fermano davanti a ogni negozio», rivela un negoziante in forma anonima ad Afp. «Ci danno poco preavviso per consegnare loro tutto ciò che apparteneva a chi è scappato e ci dicono: “Se non obbedite, ci prenderemo tutto quello che vi appartiene”».

SUNNITI APOSTATI? Da qualche giorno, inoltre, gli altoparlanti delle moschee avvisano tutti che i sunniti che hanno lasciato la città per non sottostare alla sharia hanno due opzioni: tornare in tempi brevi o perdere le loro proprietà. «Dicono che ogni residente sunnita di Mosul che non torna indietro per vivere sotto il Califfato sarà dichiarato un apostata» e di conseguenza passibile di pena di morte.

VILLAGGI RIPRESI. I terroristi islamici sono nervosi anche perché cominciano a perdere terreno. Costretti a ritirarsi dai bombardamenti americani, hanno dovuto cedere ai Peshmerga curdi, che ieri hanno riconquistato sette villaggi nella Piana di Ninive, vicino alle città di Bartella e Qaraqosh. Nonostante questo, è ancora presto per parlare di ritorno alle loro case degli abitanti costretti a fuggire in Kurdistan.

TORNA AL QAEDA. Se lo Stato islamico arretra da una parte, dall’altra trova nuovi inattesi alleati. Dopo essersi separato nel 2013 dalla milizia legata ad Al Qaeda in Siria, ieri c’è stato un piccolo colpo di scena. Al Qaeda nel Maghreb islamico (Aqmi) e nella Penisola arabica (Aqap) hanno scritto un comunicato per dichiarare la loro alleanza con l’autoproclamato califfo Al Baghdadi. «esortando i fratelli in Iraq e Siria a smetterla di uccidersi tra di loro e ad unire le forze contro la campagna americana».

TRUPPE DI TERRA. Davanti alla nuova alleanza gli Stati Uniti non sembrano intenzionati a stare a guardare. Il generale Martin Dempsey, principale consigliere militare di Obama, ha dichiarato ieri in via ufficiale: «Penso che questa coalizione sia adeguata per affrontare la situazione. Ma se dovesse dimostrarsi falso, e se ci fossero minacce agli Stati Uniti, allora io sicuramente tornerei dal presidente e gli consiglierei di includere nell’operazione [oltre ai bombardamenti aerei] l’uso di truppe di terra».