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Se l’attentatore al Gay Pride è islamico, la colpa è della Chiesa

Di Emanuele Boffi
28 Luglio 2026
L’omofobia dei cattolici e il razzismo delle destre. Ogni giustificazione è buona pur di non ammettere che la tragedia di Berlino rompe il rassicurante schema ideologico costruito dalla sinistra
Fiori e candele alla Porta di Brandeburgo di Berlino, dopo l'attentato al Gay pride, 26 luglio 2026
Fiori e candele alla Porta di Brandeburgo di Berlino, dopo l'attentato al Gay pride, 26 luglio 2026 (Foto Ansa)

La notizia è questa: un giovane tedesco di origini libanesi, Abdul Ballout, musulmano radicalizzato già noto alle forze di polizia, si è scagliato con un furgone sulla folla del Gay Pride di Berlino provocando un morto e 29 feriti. Ma la notizia è sbagliata. Ad ascoltare certi commenti e giustificazioni del giorno dopo, pare tutto un malinteso. Se l’identikit dell’attentatore si discosta dal rassicurante e propagandato schema “omofobia uguale cristiano di destra”, la sinistra va in corto circuito. Nella sua beota sincerità è quello che ha detto una ragazzina il giorno seguente l’attentato. Nel video circolato ieri sui social la si vede impugnare un microfono e ammette senza filtri ciò che tutti pensano e nessuno dice:

«E quello che mi ha scioccato è stato che la prima cosa che ho pensato è stata: spero che non sia un immigrato, spero che sia una persona bianca cristiana, ma non era così».

L’omofobia viene dalla ...

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