L’omofobia dei cattolici e il razzismo delle destre. Ogni giustificazione è buona pur di non ammettere che la tragedia di Berlino rompe il rassicurante schema ideologico costruito dalla sinistra
Fiori e candele alla Porta di Brandeburgo di Berlino, dopo l'attentato al Gay pride, 26 luglio 2026 (Foto Ansa)
La notizia è questa: un giovane tedesco di origini libanesi, Abdul Ballout, musulmano radicalizzato già noto alle forze di polizia, si è scagliato con un furgone sulla folla del Gay Pride di Berlino provocando un morto e 29 feriti.
Ma la notizia è sbagliata. Ad ascoltare certi commenti e giustificazioni del giorno dopo, pare tutto un malinteso. Se l’identikit dell’attentatore si discosta dal rassicurante e propagandato schema “omofobia uguale cristiano di destra”, la sinistra va in corto circuito.
Nella sua beota sincerità è quello che ha detto una ragazzina il giorno seguente l’attentato. Nel video circolato ieri sui social la si vede impugnare un microfono e ammette senza filtri ciò che tutti pensano e nessuno dice:
«E quello che mi ha scioccato è stato che la prima cosa che ho pensato è stata: spero che non sia un immigrato, spero che sia una persona bianca cristiana, ma non era così».
“E quello che mi ha scioccato è stato che la prima cosa che ho pensato è stata: spero che non sia un immigrato, spero che sia una persona bianca cristiana, ma non era così”.A Berlino, il giorno dopo l'attentato con un'auto contro la parata del Gay Pride di Berlino, un’attivista… pic.twitter.com/AYvl5kKcdI