Riad e Washington firmano un'intesa sull'uso civile del nucleare. Intervista a Claudio Fontana (Oasis): «Se gli Stati Uniti concedono ai sauditi ciò che finora hanno cercato di impedire agli iraniani, è più difficile chiedere a Teheran nuove limitazioni»
Il presidente statunitense Donald Trump col principe saudita Mohammed bin Salman alla Casa Bianca, Washington, Stati Uniti, 18 novembre 2025 (Foto Ansa)
Il già turbolento scenario mediorientale si è arricchito, la scorsa settimana, di un nuovo elemento destinato a far discutere. Stati Uniti e Arabia Saudita hanno firmato un accordo trentennale – il cui testo non è stato reso pubblico – per sviluppare un programma nucleare civile. Secondo quanto trapelato, l'intesa permetterà alle aziende americane di fornire reattori, combustibile e altri servizi al nascente programma nucleare saudita. L'annuncio ha aperto una serie di interrogativi. Il principale è questo: l'accordo consentirà a Riad di arricchire l'uranio fino a mettere, un domani, le basi per un arsenale nucleare? A rendere il quadro ancora più complesso è intervenuto Donald Trump, che poche ore dopo la firma ha dichiarato che l'intesa entrerà in vigore solo se l'Arabia Saudita riconoscerà Israele.
Claudio Fontana, ricercatore della Fondazione Oasis, l'accordo è già a rischio?Se ci atteniamo ai fatti, no. Un accordo firmato non può decadere sulla base di una dichiarazione di Trump o...
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