Contenuto riservato agli abbonati

La preghiera del mattino

A Milano si candida la pm «erede di Mani pulite». Non vedevamo l’ora

Di Pietro Piccinini
29 Maggio 2026
Lasciate (causa pensionamento) le indagini su Sala e l’urbanistica, Tiziana Siciliano scende in campo contro «tutti i partiti». Rassegna ragionata dal web
Tiziana Siciliano nell’agosto scorso quando ancora coordinava le indagini sull’urbanistica milanese. È andata in pensione il 19 dicembre (foto Ansa)
Tiziana Siciliano nell’agosto scorso quando ancora coordinava le indagini sull’urbanistica milanese. È andata in pensione il 19 dicembre (foto Ansa)

Informa Federica Venni su Repubblica:

«Tiziana Siciliano vicesindaca e assessora alla Trasparenza. L’ex magistrata correrà alle prossime elezioni Comunali di Milano, nel 2027, con “Milano Libera”, la lista a sostegno del candidato sindaco Massimiliano Lisa, titolare del museo Leonardo3 che ha sede in Galleria Vittorio Emanuele. Lisa ha presentato la sua squadra al Teatro Bruno Munari: oltre a Siciliano c’è la gallerista Paola Colombari indicata come assessora alla Cultura.

“La trasparenza non deve essere uno slogan, ma un metodo permanente di governo”, ha spiegato Tiziana Siciliano. “Metto la mia esperienza al servizio della città per contribuire a costruire un Comune leggibile, controllabile e vicino ai cittadini”».

Di per sé non sarebbe poi questa gran notizia che un magistrato si candidi alle elezioni subito dopo aver lasciato la toga. Anzi, a dire il vero (e purtroppo), in Italia un pochino a queste discese in campo siamo abituati. Il problema è chi è l’ex magistrata Tiziana Siciliano, già procuratrice aggiunta a Milano, pensionata dal 19 dicembre 2025.

Ricorda La Stampa:

«Ha coordinato l’inchiesta sull’urbanistica milanese, indagando lo stesso sindaco Beppe Sala. Ma non solo: Siciliano si rifiutò di accusare Marco Cappato per il caso Dj Fabo, ottenendo l’assoluzione. Ed ha anche accusato Silvio Berlusconi nel Ruby ter».

Sviolinava Gianni Barbacetto sul Fatto quotidiano il 19 dicembre scorso, giorno del pensionamento della Siciliano:

«Se ne va sul più bello, ma queste sono le regole. Oggi, giorno del suo compleanno, Tiziana Siciliano lascia il suo ufficio di procuratore aggiunto a Milano, al quarto piano del Palazzo di Giustizia dove nacque Mani pulite. Come coordinatrice del dipartimento che si occupa di reati contro la pubblica amministrazione, di Mani pulite è stata in qualche modo l’erede.

Ora lascia a metà le indagini su Grattacielo selvaggio, che si è trovata a sviluppare dopo gli esposti dei cittadini che protestavano contro i palazzi tirati su senza regole dentro il cortile di casa».

In Italia secondo la legge un magistrato in pensione ha tutto il diritto di candidarsi, perfino nella città in cui ha prestato servizio “nel nome del popolo italiano” fino al giorno prima. Il problema, dicevamo, è che Tiziana Siciliano è un’ex magistrata di Milano che si candida a Milano con l’obiettivo di «governare la città lasciando a casa tutti i partiti» (ancora La Stampa), quando soltanto sei mesi fa aveva ancora nel mirino proprio chi quella città sta governando attualmente.

* * *

Della maxi indagine sull’urbanistica milanese, nel nostro piccolo, abbiamo più volte segnalato le gravi conseguenze e le storture. Quanto a Tiziano Siciliano, così ne parlava l’Ansa nel luglio scorso:

«Per la procuratrice aggiunta Tiziana Siciliano, l’indagine sull’urbanistica – che ha portato alle richieste di arresto per l’assessore Giancarlo Tancredi e l’immobiliarista Manfredi Catella, oltre che a indagare il sindaco di Milano Giuseppe Sala – è l’ultima prima di lasciare la toga. Un addio in grande stile alla procura, a cinque mesi dalla pensione».

Sappiamo che in seguito l’«addio in grande stile» della magistrata non ha avuto poi tutta questa gloria sul piano giudiziario, ma non c’è bisogno di rimestare qui i brutti ricordi per poter dire una parola chiara sulla candidatura di Tiziana Siciliano.

Riporta Luca Fazzo sul Giornale:

«“Inelegante, anzi sconcertante”. Così il giudice Andrea Mirenda, membro togato del Consiglio superiore della magistratura, definisce l’ipotesi di cui da giorni a Milano si fa un certo parlare: la candidatura alle prossime elezioni comunali di Tiziana Siciliano, fino a pochi mesi fa procuratore aggiunto della Repubblica. In questa veste, la Siciliano ha coordinato e guidato tutte le indagini che hanno preso di punta la gestione dell’urbanistica e dell’edilizia sotto la giunta di Beppe Sala. E, come spiega un altro esponente del Csm, la sua candidatura “alimenta inevitabilmente una lettura retrospettiva delle indagini in materia urbanistica”».

Ha detto Fabio Massa a Radio Lombardia:

«Servizio onorato, persona di grandissimo spessore. Ma poi, poco prima della pensione, c’è stata la vicenda dell’urbanistica. Una inchiesta che ha messo in ginocchio Milano. Una intera città ai piedi della Procura che – mi sia consentito, è un’opinione personale – ha messo su un castello basato su esposti ideologici. […] Una ex pm che ha messo nel mirino l’operato del Comune di Milano, appena smessa la toga si candida con un candidato sindaco che contro il Comune di Milano ha iniziato una sua battaglia prima per il museo e adesso politica. È legittimo? Assolutamente sì. È legale? Assolutamente sì. È criticabile? Sì, e infatti io lo critico. Smessa la toga ognuno può fare quello che vuole, e questo vale anche per la Siciliano. Però mi si consenta un certo stupore nel vedere che chi ha indagato fino a ieri il Comune per presunte violazioni di procedure si candidi immediatamente dopo proprio contro la forza politica che guida quel Comune».

Già, un po’ di «lettura retrospettiva delle indagini in materia urbanistica» non si può proprio evitare, nemmeno volendo. Non aiuta in questo, tra l’altro, il fatto che lo stesso Massimiliano Lisa, leader della lista della Siciliano, abbia deciso di sfidare alle elezioni proprio l’amministrazione contro cui «da anni» va per avvocati e giudici – pure lui – per un contenzioso infinito sul museo Leonardo3.

* * *

Pochi giorni dopo il pensionamento, così rifletteva su “Palazzopoli” la stessa Tiziana Siciliano ai microfoni della Rai:

«Sotto il profilo urbanistico, indipendentemente dalla contestazione dei reati, io credo che sia anche un’opportunità per ripensare che tipo di città si vuole».

Fa piacere imparare che i magistrati di Milano non si preoccupino solo di dimostrare presunti reati come sarebbe loro dovere, ma anche di offrire alla «collettività» delle belle «opportunità» di riflessione, «indipendentemente dalla contestazione dei reati». Certamente starà cogliendo questa «opportunità» il sindaco Sala. Certamente avevano offerto «opportunità» in questo senso anche le scelte processuali della Siciliano sul caso Dj FaboCappato (ricordate le sue lacrime in aula?) e gli affondi su Silvio Berlusconi nel processo Ruby ter.

Cristina Bassi e Luca Fazzo sul Giornale aggiungono un dettaglio che aiuta a “unire i puntini”:

«Quasi quarant’anni di lavoro in cui si è occupata di inchieste di ogni tipo, e dove un filo conduttore si può forse trovare in una certa insofferenza verso i poteri forti, e in una visione un po’ salvifica del ruolo della giustizia. Che è poi nel Dna della corrente che l’ha appoggiata senza successo alle ultime elezioni per il Csm: Area, il correntone di sinistra».

* * *

Poi c’è il programma di Massimiliano Lisa & Tiziana Siciliano. Non solo chiacchiere sulla “trasparenza”. La Stampa riporta che i due promettono di «revocare la delibera» sulla vendita dello stadio San Siro. E ancora. Scrive Giulia Ghirardi su fanpage:

«Proprio sull’urbanistica, di cui l’ex magistrata è diventata simbolo nelle indagini, Lisa e Siciliano costruiscono la parte più identitaria della loro proposta. L’obiettivo dichiarato è marcare una distanza netta dall’attuale amministrazione: basta operazioni con i privati, basta sviluppo immobiliare guidato dalla finanza, più edilizia pubblica costruita direttamente dal Comune. Lisa promette addirittura 500 milioni di euro all’anno per le case popolari, sostenendo che i fondi potrebbero arrivare da un taglio drastico agli sprechi e alle esternalizzazioni: “Stimiamo risparmi del 30 per cento, eliminando appalti, subappalti e favoritismi”».

Da queste parti non abbiamo mai lesinato critiche a Sala per quello che (non) ha fatto e che (non) fa. E però è innegabile che con la candidatura di Tiziana Siciliano la situazione diventa «sconcertante», come osserva il giudice Mirenda. Non meno sconcertante, tra l’altro, è che una parte della stampa – vedi, per esempio, proprio l’articolo di fanpage citato qui sopra – ancora riesca a sdilinquirsi per «la convinzione di Siciliano che Milano abbia bisogno di una rottura morale prima ancora che politica».

«L’assessorato alla Trasparenza, del resto, è il manifesto simbolico di questa impostazione. Un’idea, “una bella rivoluzione”, secondo Siciliano, che in altre fasi storiche sarebbe sembrata quasi tecnocratica, ma che oggi, nell’epoca delle inchieste urbanistiche e della sfiducia verso le istituzioni, assume nuovo valore».

Già. Dopo Tangentopoli e Mani pulite, Antonio Di Pietro e Beppe Grillo, si sentiva proprio il bisogno di questa «bella rivoluzione» e di questi bei «nuovi valori».

Articoli correlati

0 commenti

Non ci sono ancora commenti.