Il Tribunale del Riesame ha definito «svilente» l'inchiesta sull'urbanistica. Cade il teorema sugli incarichi corruttivi. Ma i problemi di Milano restano
Attivisti del centro sociale Cantiere inscenano un'azione dimostrativa davanti al cantiere Coima del Pirellino, Milano, 24 luglio 2025 (Ansa)
Breve rassegna stampa ragionata sull'inchiesta sull'urbanistica di Milano che, viste anche le motivazioni del Tribunale del Riesame dell'altro giorno, sarebbe più facile definire "ex inchiesta". Non nel senso che non si debbano accertare responsabilità che, eventualmente, possono esserci state, ma nel senso che, per come è stato presentato pubblicamente, il lavoro dei giudici viveva di assunti che sono stati smontati.
Come ha scritto Giuliano Ferrara sul Foglio:
«Non esiste alcuna prova di patto corruttivo. Non si possono allegare incarichi professionali e fatture e parcelle e partecipazioni a commissioni municipali sul paesaggio urbano alla spietata e degradante imputazione di una corruzione che non c’è. Non si possono fare ragionamenti fumosi, in nome della presunta autoevidenza ideologica, per mettere in mano al sistema dell’informazione disinformante la nube tossica di una specie di cupola corruttiva dominante».
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