Migranti. La solita Ue, la buona idea di Draghi e la confusione di Letta

Come ogni anno si ripropone il problema dei migranti e come sempre l’Europa fa orecchie da mercante. Ma il segretario del Pd fa anche peggio

Un barcone di migranti sbarca a Lampedusa

Ci risiamo. Come ogni anno con il bel tempo sono ricominciati gli sbarchi di migranti sulle coste italiane, che portano con sé l’inevitabile coda di polemiche politiche, a livello nostrano ed europeo, e di stragi in mare al largo delle acque libiche. In poco più di 24 ore sono arrivate a Lampedusa 2.100 persone, l’hotspot è già al collasso e l’incubo Covid spaventa l’isola che stava faticosamente cercando di diventare “virus free” a suon di vaccinazioni in vista dell’apertura della stagione turistica. «Se dovesse esserci un caso di Covid tra i migranti sarebbe complicatissimo in queste condizioni gestirlo», ha ricordato Francesco Cascio, da tre anni responsabile del Poliambulatorio di Lampedusa.

Settantamila migranti in partenza

La situazione è già grave e non può che peggiorare: secondo rapporti dell’intelligence citati dal Corriere, infatti, in Libia ci sarebbero circa 900 mila migranti, dei quali 70 mila già pronti a partire nelle prossime settimane. L’Unione Europea non ha soluzioni né aiuto da offrire all’Italia: l’ultima proposta, vaghissima, di rivedere il regime giuridico di accoglienza dei migranti, per superare gli accordi di Dublino, si è affacciata alle cronache nel settembre 2020, prima di essere spazzata via dalla pandemia. Su quel fronte è tutto bloccato e lo sarà verosimilmente per molto tempo ancora.

Il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, si barcamena come può ma sembra vivere sull’Isola che non c’è. Si è detta infatti convinta di poter trovare un accordo con singoli Stati europei per «un meccanismo di solidarietà su base volontaria». Secondo quanto filtra dal Viminale, sarebbero disposti ad aiutare l’Italia Francia, Portogallo, Spagna e Romania. «Sulla Germania invece nessuno è disposto a scommettere» visto che «a settembre si vota». Ma anche per gli altri paesi si tratta di voci, non ci sono quote fissate.

La buona idea di Mario Draghi

Ogni anno si parla di un nuovo “accordo” tra volenterosi, ma l’ultimo, il tanto strombazzato “modello dell’accordo Malta”, è stato un fallimento: dal settembre 2019 sono stati prelevati dall’Italia appena 1.273 migranti (1.509 da Malta) e 91 di questi sono ancora in attesa di trasferimento. L’accordo prevedeva un massimo di quattro settimane per completare le procedure, ma i tempi si sono dilatati perché Francia e Germania hanno voluto scegliere attraverso interviste personali i migranti da prelevare.

Secondo Repubblica, Mario Draghi tra due settimane parlerà del problema delle migrazioni al Consiglio europeo. L’obiettivo è quello di «non limitare la discussione ai cosiddetti ricollocamenti», tema sul quale l’Italia riceve «tantissima solidarietà a parole ma pochissima nei contenuti». Il vero scopo dell’Italia è «chiudere un accordo con Tripoli» simile a quello voluto dalla Germania con la Turchia, alla quale l’Ue versa sei miliardi per non far partire i migranti verso la Grecia.

L’idea è buona ma sarà davvero arduo convincere i Ventisette a versare miliardi a un governo perennemente in bilico come quello libico. Non sembra inoltre esserci ancora la consapevolezza che quello dei migranti che sbarcano sulle coste siciliane è un problema europeo, e non appena italiano.

Enrico Letta, il marziano

Se l’Europa come sempre fa orecchie da mercante alle richieste italiane di assistenza, in prima linea si ritrova il sindaco Pd di Lampedusa, Totò Martello, che critica come da copione Matteo Salvini, accusandolo di voler lucrare voti sulla tragedia del traffico di esseri umani, ma non le manda a dire neanche al suo partito: «Neanche nel mio Pd c’è attenzione. Io ce l’ho con tutti perché qui impera il silenzio o la strumentalizzazione. Per risolvere il problema bisogna spogliarsi dell’appartenenza politica. Lo dico a tutti, anche a Letta, visto che dal mio Pd non ricevo mai un messaggio su cosa fare».

Non è un caso il silenzio del Partito democratico. Se infatti le diverse proposte dei partiti di centrodestra possono essere criticate (dai porti chiusi di Salvini al blocco navale di Meloni) come inadeguate, la ricetta del segretario del Pd lascia perplessi. Letta ha infatti proposto di trasformare la missione Irini, che ha l’obiettivo (mai raggiunto) di imporre l’embargo sulle armi in Libia, in una azione contro il traffico di vite umane.

La proposta è lunare perché le navi della missione Irini sono state schierate al largo della Cirenaica e non della Tripolitania proprio per il timore di attirare i migranti. Quando la missione è partita, è stato annunciato anche che, se ci fosse stato il cosiddetto “pull factor”, la missione sarebbe stata annullata dai partner europei. Proporre di affidare alle navi da guerra compiti da Ong dimostra la totale impreparazione sul tema del segretario Pd, forse troppo impegnato a cinguettare su Fedez e coppa Italia per metterci seriamente la testa.

@LeoneGrotti

Foto Ansa