I documenti di Cdo, Politicall e Cisl aiutano a capire perché la consultazione dell’8 e 9 giugno offre soluzioni parziali e dannose. La sinistra smetta di usare i referendum per regolare i propri conti interni
Foto Ansa
Gli amici di Compagnia delle Opere e di Politicall hanno già detto tutto a proposito dei cinque referendum (quattro riguardanti alcune norme sul lavoro e un quinto sull’ottenimento della cittadinanza) dell’8 e 9 giugno. A loro rimandiamo per gli approfondimenti perché ogni quesito è ben illustrato e spiegato. Altro strumento utile per chi voglia saperne di più è stato reso pubblico dalla Cisl (“Il lavoro non si difende guardando al passato. I referendum non sono la scelta giusta”).
Sono tre strumenti utili che rispecchiano posizioni ragionevoli e documentate, non soggette ai ricatti usati dalla sinistra in questi giorni. Ognuno dei quesiti è affrontato nel dettaglio, spiegando perché le soluzioni proposte sono «parziali, rischiose e addirittura dannose» e perché «lo strumento referendario risulta essere del tutto inadeguato» a mettere mano a «materie tanto complesse». Sono presenti anche proposte alternative, più meditate ed efficaci, come ad esempio il Manifesto del buon lavoro promos...
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