Merah, il killer di Tolosa, non era un solitario e si addestrò con i talebani

Non convince il ritratto di Mohammed Merah, il killer di Tolosa, definito dalla stampa “lupo solitario”. Fonti anonime lo ritraggono vicino all’intelligence e formato in campi di addestramento pakistani. La polizia francese ha ricevuto i video delle stragi.

Crescono le ombre attorno alla figura di Mohammed Merah. Il giovane francese di origine magrebine ucciso dalle autorità lo scorso giovedì dopo 30 ore di assedio e trecento colpi esplosi, non soltanto avrebbe avuto rapporti con l’intelligenze francese, ma pure l’epiteto di “lupo solitario” affibbiatogli dalla stampa sembra un vestito tagliato troppo corto. Infatti, scrive Daniele Raineri sul Foglio di oggi: «Un portavoce dei talebani nella regione del Waziristan, Ahmed Marwat, ha telefonato a Reuters e Associated Press per dire che sì, Merah si è addestrato assieme a loro, smentendo così il governo francese che sostiene ufficialmente che il giovane “non si è addestrato né è stato in contatto con gruppi jihadisti”. Marwat ha però aggiunto: “Non sappiamo nulla degli attacchi in Francia. Non c’entrano con noi”».

Inoltre, fonti anonime del medesimo giornale rivelano di un viaggio di Merah in Israele appoggiati dall’agenzia antiterroristica francese. Da lì è tornato in Giordania. Tra le sue tappe anche il Pakistan, dove si è formato in campi di addestramento jihadisti. Intanto, il filmato degli assassinii di Merah è stato inviato da Al Jazeera alle sedi della polizia parigina, che deciderà se mandarli in onda. Il padre del killer, intanto, accusa le forze dell’ordine: «Avrebbero potuto stordirlo con il gas, ma hanno preferito ucciderlo».