Meglio un figlio vestito Dior che un piatto di pasta in più

Sono finiti i tempi in cui le madri riciclavano i vestiti della loro infanzia o ricevevano felici i pacchi degli abitini dismessi dai figli delle amiche. Ormai il pargolo deve avere il suo armadio personale, alla moda e continuamente rinnovato e una buona madre si riconosce anche dal look che sceglie per sua figlia. Per fortuna questo è il pensiero di una minoranza di mamme, quelle convinte che si debbano indossare solo indossare abiti firmati e a cui le grandi case di moda si adeguano. Dolce e Gabbana, Armani, Blumarine, Moschino e Calvin Klein sono solo alcune delle maison che hanno creato linee ad hoc per minimodelli, e il successo sempre rinnovato dell’edizione di Pitti Bimbo, a Firenze la settimana prossima con i suoi quasi 500 espositori, testimoniano l’attenzione sempre maggiore per questo tipo di settore.

Il Mirror ha intervistato alcune madri che, al fine di raggiungere l’obiettivo di avere un pargolo firmato dal pannolino al ciuccio, fanno volentieri la fame. Se Victoria Beckham può vestire la sua piccola Harper Seven con le marche che lei stessa usa, perché una mamma di ceto medio non vorrebbe poterla imitare? Perfino il papà David ha detto che il guardaroba di sua figlia è già di una dimensione incredibile, ma Vic non si fermerà certo.

E anche Julia è della sua stessa idea, e non si sente in colpa per gli acquisti pazzi fatti per suo figlio, per esempio un paio di jeans Diesel da 150 euro, o per sua figlia, a cui ha appena comprato un vestitino di Juicy Couture da 120 euro. «Non mi importa di quello che pensa la gente, preferisco non comprare niente per me e spendere tutto quello che ho per loro», racconta la mamma a chiunque la giudichi. Ma signora, il pediatra non le ha mai detto quanto in fretta crescono i bambini? «Mi sono fatta furba però. Compro ai saldi vestiti che per loro sarebbero grandi allo stato attuale in cui sono, ma che gli andranno bene tra qualche mese».

«I pantaloni di mia figlia di un anno e mezzo costano più di quelli che indosso io», racconta scherzando un’altra mamma. Suo figlio Frankie, tre anni, ama le polo di Ralph Lauren da 60 euro, e lei non può fare altro che comprargliene in più colori possibili, di modo che lui possa abbinarle nel giusto modo: «Il valore totale dei loro guardaroba supera i 4500 euro». La mamma single Samantha invece ammette di comprare i propri vestiti nei grandi magazzini e di avere solo capi a basso costo, mentre per la piccola Olivia veste solo Dior. «Le ho comprato un costumino da 90 euro e un impermeabile da 216 euro, e non mi pento dei sacrifici per vestirla bene. Un giorno mi ringrazierà». Siamo proprio sicuri, cara mamma Samantha?