Con Mazzarri l’Inter parla sempre di più la lingua di Bozzo

Ama questo mestiere dai Mondiali dell’82, predilige giocatori coi piedi buoni e ha seguito talenti diventati campioni del mondo. Ecco chi è Beppe Bozzo, il Mino Raiola di casa Inter.

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Mercato ancora al palo, lo scarso cash nelle tasche dei presidenti costringe tutti ad esaltarsi per le girandole di allenatori tra le grandi squadre di A. E se un anno fa il passaggio di Ibra al Psg confermava ancora una volta che era Mino Raiola il principe dei trasferimenti, questi primi albori di trattative hanno incoronato un altro procuratore italiano, arrivato al top negli ultimi anni: è Giuseppe Bozzo.

L’ARRIVO DI MAZZARRI. Non che il suo nome sia del tutto nuovo al nostro calcio. Basti pensare che Bozzo è agente e amico di uno dei più grandi talenti della Serie A, Antonio Cassano, e che oltre al barese il procuratore ha curato gli interessi di altri grandi giocatori come Quagliarella, Gilardino, Marchetti, Peluso, Pizarro… Ma è stato nel valzer delle panchine che è possibile ancora leggere fresca la firma di Beppe Bozzo. È nel suo studio legale infatti che Moratti e Branca sono andati a trattare l’arrivo all’Inter di Walter Mazzarri, allenatore cui Bozzo fa da consulente (ruolo che ha smentito lui stesso invece di svolgere per Stramaccioni, come tanti organi di stampa avevano riportato).

PERROTTA, DALLA REGGINA AI MONDIALI. Cosentino, innamorato di questo mestiere, dice lui, dai Mondiali del 1982, ha una simpatia per i giocatori dotati di piedi buoni, ed opera effettivamente in questo campo dal ’96. All’inizio seguiva alcuni professionisti del Cosenza (in quegli anni tra B e C), poi ha provato a scommettere su alcuni nomi emergenti dai vivai di club del sud Italia: dal club calabrese, per esempio, ha seguito Francesco Modesto, terzino da anni in Serie A, poi il campione del mondo Simone Perrotta, dalla Reggina ai Mondiali del 2006, e dall’esplosione del 1999, appunto, Antonio Cassano. Così si è affermato in questo campo, senza dover optare per il trattamento di tanti giocatori in diverse divisioni, come fanno alcuni suoi colleghi, ma scegliendone pochi, tutti in squadre di Serie A. E valorizzando il proprio lavoro non soltanto attraverso la mediazione tra club e giocatori, ma anche offrendo un’assistenza ai suoi professionisti sul piano fiscale, contrattualistico, legale.

GLI AFFARI CON L’INTER. E così è riuscito, la scorsa estate, a portare il suo pezzo pregiato, il Pibe di Bari, all’Inter. Dove di mese in mese ha stretto ottimi rapporti con la dirigenza, se è vero che, ancor prima dell’arrivo di Mazzarri, lo scorso gennaio Bozzo riusciva a portare in nerazzurro Ezequiel Schelotto, altro giocatore da lui assistito; in seguito, veniva scelto dalla dirigenza nerazzurra come mediatore per l’affare Kovacic, spedito a trattare con la Dinamo Zagabria in un blitz durato un’ora e mezza, anticipando a sorpresa tutte le altre grandi pretendenti europee. Insomma, è persona fidata a Moratti e Branca, anche se qualcuno dice che questa vicinanza sia ciò che ha portato sulle pagine dei giornali l’alterco tra Stramaccioni e Cassano dello scorso marzo: non doveva uscire dallo spogliatoio nerazzurro la notizia, che però dev’essere arrivata, secondo Sport Mediaset, alle orecchie di un procuratore rivale, che l’avrebbe così fatta sapere ai giornali nel tentativo di minare questo connubio.

19ESIMO TECNICO MORATTIANO. La cosa non sembra aver impensierito troppo l’ambiente nerazzurro, che a lui si è affidato quando ha voluto scegliere il nome giusto per sostituire Stramaccioni. È merito suo l’esplosione della trattativa tra Moratti e Mazzarri: come spiega Alfredo Pedullà, prima Bozzo ha fatto credere, sin da febbraio, che su Mazzarri ci fosse la Roma, per tenere l’interesse dell’Inter lontano dai riflettori della stampa. Negli ultimi giorni avrebbe ulteriormente coperto il tutto anche con possibili interessi dall’estero, specie dal Psg. Per poi concludere tutto lo scorso venerdì, portando a Moratti il 19esimo tecnico della sua avventura nerazzurra.

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