Lo Stato islamico indietreggia a Kobane ma avanza in Iraq: è a soli 40 chilometri da Baghdad

Continua l’avanzata degli islamisti nella provincia di Anbar, nonostante i raid americani. L’inviato speciale Usa in Iraq e Siria, John Allen, conferma: «Progressi significativi»

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

abu-ghraib-baghdad-stato-islamico

Mentre l’attenzione di tutto il mondo è concentrata sulla città siriana di Kobane, al confine con la Turchia, lo Stato islamico continua la sua avanzata verso Baghdad dalla provincia di Anbar, a ovest della capitale. I terroristi distano ormai solo 40 chilometri e anche John Allen, inviato speciale degli Stati Uniti in Iraq e Siria, ha parlato di «progressi significativi» dell’Isil.

«NÉ VINCITORI NÉ VINTI». Davanti alla caduta di diverse città, abbandonate dall’esercito iracheno una dopo l’altra, Allen ha dovuto ammettere che i raid aerei della coalizione guidata dall’America «non producono né vincitori né vinti». Nell’ultima settimana i terroristi hanno conquistato Hit, attaccato Amriyat al-Fallujah e fatto cadere i primi razzi su Abu Ghraib, che dista 40 chilometri da Baghdad e da dove è possibile colpire l’aeroporto internazionale della città.

ATTENTATI A BAGHDAD. «Se cade la provincia di Anbar, l’impatto su di noi e tutta Baghdad sarà tremendo», ha dichiarato al Washington Post il generale iracheno Ali Al Majidi, mentre era in visita agli uomini schierati ad Abu Ghraib. La provincia di Anbar non è l’unico obiettivo dei terroristi, che dall’inizio della settimana hanno lanciato un’ondata di attentati kamikaze che hanno causato la morte di almeno 130 persone nella capitale.

ISIL INDIETREGGIA. Le uniche, parziali, buone notizie arrivano da Kobane. Qui l’esercito curdo Ypg ha costretto gli islamisti a indietreggiare. Ora l’Isil, secondo fonti turche, controlla solo il 20 per cento della città. Fondamentali in questa battaglia sono stati finora i bombardamenti della coalizione americana, che solo ieri ne ha condotti almeno 20. Dall’inizio dell’offensiva dei jihadisti contro Kobane a metà settembre hanno perso la vita più di 660 persone. Sono circa 200 mila, invece, i civili fuggiti dalla città per rifugiarsi in Turchia.

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •