Le nuove regole di bilancio europee fanno tirare un sospiro di sollievo all’Italia

Tutti soddisfatti, anche l’Italia, al termine del summit straordinario dei leader Ue che hanno trovato l’intesa finale sul nuovo Trattato sulla disciplina di bilancio. Chi ha un rapporto tra deficit e Pil superiore al 60% (l’Italia è al 120%) incorrerà in sanzioni ma nel debito sarà considerato anche quello privato e la ricchezza privata. Anche la Repubblica Ceca non firma.

“​Disciplina di bilancio «scolpita nella pietra», ma anche la consapevolezza che, da sola, questa disciplina «non è sufficiente» e che «occorre fare di più per superare la crisi». È il doppio segnale giunto ieri da Bruxelles, al summit straordinario dei leader Ue che ha visto l’intesa finale sul testo sia sul Fiscal Compact, il nuovo Trattato sulla disciplina di bilancio, sia su una dichiarazione che apre all’urgenza di rilanciare la crescita. E, da non dimenticare, anche il via libera ormai scontato del Trattato che istituisce l’European Stability Mechanism (il meccanismo permanente salva-Stati, che entrerà in vigore il primo luglio prossimo), anche se si dovrà aspettare marzo per sapere quale sarà l’effettiva disponibilità. «È stato un vertice ricco di risultati», ha esultato il cancelliere tedesco Angela Merkel. Un «primo passo verso un’unione fiscale che certamente rafforzerà la fiducia nella zona dell’euro», ha detto anche il presidente della Bce, Mario Draghi” (Avvenire, p. 5).

“Le nuove regole prevedono che i paesi Ue s’impegnino ad avere il deficit sostanzialmente in equilibrio con un valore massimo dello 0,5% rispetto al Pil, e questa «regola d’oro» dovrà assumere la forma di una legge costituzionale o equivalente. Sarà la Corte di giustizia Ue a vegliare sulla corretta trasposizione di questa norma, mentre in caso di mancato rispetto potrà anche imporre multe pario allo 0,1% del Pil” (Avvenire, p. 5).

“Quanto al debito, confermata la soglia del 60% e il ritmo medio di riduzione pari a un ventesimo all’anno dell’eccedenza. All’art. 4 si fa però riferimento al Six Pack, la nuova governance economica Ue in vigore dallo scorso dicembre, che tiene conto di fatti rilevanti, come il debito privato o la ricchezza privata di un paese, per attenuare il rigore della riduzione. Inoltre si hanno tre anni di tempo” (Avvenire, p. 5).

“Il «trattato sulla stabilità, il coordinamento e la governance», questo il nome firmale del Fiscal Compact, sarà strettamente collegato con il Trattato istitutivo dell’Esm, il fondo Salva-stati permanente, la cui entrata in funzione sarà anticipata a luglio di quest’anno. Potranno infatti, precisa il preambolo del documento finale, fare ricorso all’assistenza finanziaria dell’Esm solo quei paesi dell’eurozona che avranno ratificato il nuovo Patto di bilancio” (Avvenire, p. 5). Nonostante il Trattato si sia ammorbidito, dopo la Gran Bretagna si sfila anche la Repubblica Ceca.