Iraq. Non solo l’Isis perseguita i cristiani: «Case e terre confiscate anche a Baghdad»

La denuncia dei vescovi iracheni: «La polizia risponde poco e male permettendo a queste bande di agire nell’impunità. Ci fanno morire giorno dopo giorno»

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Cristiani costretti ad abbandonare le proprie case e attività commerciali in Iraq, luoghi di culto e centri culturali attaccati e devastati. Non stiamo parlando di Mosul o di altre città soggette al dominio dello Stato islamico ma della situazione dei cristiani nella capitale Baghdad, retta da un governo sostenuto dagli Stati Uniti, dove bande e milizie stanno perseguitando i cristiani.

«TERRE CONFISCATE». Il primo a parlare di questa nuova ondata di attacchi contro i cristiani è stato il patriarca caldeo Louis Raphael I Sako, in un intervento scritto inviato a una conferenza sui diritti delle minoranze religiose tenutasi in Marocco a fine gennaio. «Gli appaltatori musulmani si rifiutano di costruire case ai cristiani, chiamandoli infedeli; (…) un giudice a Baghdad ha scartato le parole di un cristiano affermando che i cristiani non possono testimoniare nei tribunali iracheni; a Baghdad milizie hanno confiscato terre, case e proprietà dei cristiani».
Secondo l’agenzia stampa assira Aina, gli autori degli ultimi crimini a danno dei cristiani sono appartenenti non a bande sunnite ma a milizie sciite legate all’Iran. Questi, secondo il patriarca Sako, «pensano che confiscare le proprietà dei cristiani sia halal, permesso».

«POLIZIA NON RISPONDE». In una successiva intervista ad AsiaNews, il vescovo ausiliare di Baghdad, monsignor Shlemon Warduni, ha specificato che «non sappiamo nello specifico quali milizie o bande siano responsabili di questi attacchi e violenze» ma «è una cosa che fa molto male ai fedeli». Non solo sotto lo Stato islamico, ma neanche nella capitale i cristiani sono più al sicuro perché «la polizia risponde poco e male permettendo a queste bande di agire nell’impunità. Esse godono inoltre del sostegno e della copertura di istituzioni e governi stranieri, che li finanziano fornendo armi e operatività. Queste bande ci fanno morire giorno dopo giorno».


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