In Illinois è più facile uccidere che convolare a nozze. Storia di Colette, che vuole sposare John (in stato vegetativo)

Un uomo promette a una donna di portarla all’altare, ma poi finisce in stato vegetativo. Ora lei vuole vuole diventare sua sposa, anche senza il suo assenso. Ma i giudici lo vietano

Colette Purifoy e John Morris stanno insieme da più di 30 anni, vivono nella stessa casa e hanno dei figli. La coppia dell’Illinois aveva appena deciso di sposarsi quando nel 2009 John è finito in stato vegetativo dopo aver subito danni al cervello in seguito a un’operazione chirurgica di routine. La compagna, ora, vuole sposarsi lo stesso anche se John non può dire “lo voglio”.

MANCA L’ASSENSO. Dopo una lunga battaglia legale, a inizio mese un giudice ha negato a Colette la possibilità di sposare John, dal momento che l’uomo non è in grado di dare il suo assenso anche se è stato appurato nel processo che la sua intenzione prima dell’incidente era quella di contrarre matrimonio. «Siccome tutti sono d’accordo che anche John vuole sposarsi – ha dichiarato il legale di Colette – non c’è motivo per non autorizzare il matrimonio saltando i problemi legati al consenso».

RISPETTARE LA VOLONTÀ DI JOHN. La donna ha il problema di formalizzare la sua relazione con John, ora che lui si trova in stato vegetativo e lei formalmente non è in nessun legame di parentela con lui. Ma secondo l’avvocato, Colette vuole anche realizzare l’ultimo desiderio di John e diversi giornali hanno criticato così il rifiuto del giudice: «La donna è riconosciuta come la prima persona in grado di prendere decisioni al posto di John, quindi per non violare l’autonomia e i desideri dell’uomo bisogna lasciare che si sposino». Dopo il no del giudice, solo la Corte Suprema potrebbe cambiare le cose in favore di Colette.

PIÙ FACILE UCCIDERE CHE SPOSARSI. Il legale della donna e i giornali, chiedendo che si celebri il matrimonio, fanno appello alle stesse motivazioni di chi chiede l’autorizzazione dell’eutanasia in base alle dichiarazioni anticipate di trattamento o testamento biologico: una volontà espressa in passato e l’autonomia del soggetto devono essere rispettate. Il ragionamento da questo punto di vista non fa una grinza: se una persona in nome del primato della volontà e dell’autodeterminazione ha il diritto di morire, perché non dovrebbe avere anche il diritto di sposarsi?
In Illinois, oltretutto, anche se eutanasia e suicidio assistito sono vietati, il testamento biologico è legale e in sua assenza la persona più prossima al paziente può decidere per lui. Colette, dunque, se volesse potrebbe uccidere il marito chiedendo che gli vengano sospesi alimentazione e idratazione in nome della sua volontà. Ma sempre in nome della sua volontà non può unirsi a lui in matrimonio, con la paradossale conseguenza che oggi in Illinois è più facile uccidere una persona che sposarla.