Il giornale dei vescovi sudafricani critica le leggi anti-gay. «Un dovere cristiano difendere i perseguitati»

Il settimanale Southern Cross condanna le norme contro gli omosessuali approvate in Uganda e Nigeria ricordando il Catechismo

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sudafrica-gay-leggi-hpIn Africa a difendere gli omosessuali è la stampa cattolica. Dopo che in India il vescovo di Mumbai a inizio dicembre ha manifestato la sua contrarietà alla reintroduzione della legge contro i gay invitando al rispetto per queste persone, oggi è il Southern Cross, settimanale della conferenza episcopale del Sudafrica, a criticare le dure norme che in diversi stati del continente sono state promulgate nelle ultime settimane e che «criminalizzano l’omosessualità».

I CASI UGANDA E NIGERIA. L’editoriale della rivista ricorda ad esempio i testi approvati dai parlamenti ugandesi e nigeriani, che presto potrebbero avere essere ricalcati in Camerun e Tanzania. «Queste leggi non intendono rendere illegali le azioni tra persone dello stesso sesso – lo sono già, e pure punibili, in diversi Stati dell’Africa – ma intendono perseguire le persone in base al loro orientamento sessuale». Secondo il Southern Cross, «non solo sono ingiuste, ma hanno anche il potenziale di lacerare il tessuto sociale poiché possono facilitare false denunce per guadagno, carriera o vendetta, rischi cui sono esposti anche i cristiani in Pakistan sotto l’intollerabile legge della blasfemia». I fenomeni di intolleranza nei confronti degli omosessuali in Africa sono molto diffusi, e spesso i leader politici di queste terre sostengono una pesante retorica anti-gay, «sottolineando la falsità che l’omosessualità sarebbe “un-African”». Non mancano dalle pagine di cronaca testimonianze di assalti a gruppi di gay o di stupri “correttivi”.

«CONTRO GLI INSEGNAMENTI CATTOLICI». Al netto di alcuni equivoci contenuti nell’editoriale del Southern Cross (che per esempio se la prende – senza tentare di capirlo – con l’arcivescovo emerito di Pamplona Fernando Sebastián Aguilar per aver definito l’omosessualità una «forma di deficienza sessuale», e accusa i «gruppi cristiani fondamentalisti» importati dagli Stati Uniti di favorire la diffusione dell’omofobia in Africa), la rivista della Conferenza episcopale è chiara nel ribadire la posizione della Chiesa rispetto alle persone omosessuali: odio e intolleranza nei loro confronti «sono in conflitto con gli insegnamenti cattolici. La Chiesa non può sostenere la criminalizzazione di questioni di moralità privata. Sebbene rifiuti in maniera enfatica gli atti carnali omosessuali, il Catechismo dichiara che “ogni azione di discriminazione ingiusta nei loro riguardi deve essere evitata”. Inoltre il Catechismo chiede che i gay “siano accettati con rispetto, compassione e sensibilità”».

«OBBLIGO DI ESSERE SOLIDALI». Talvolta la stessa Chiesa, aggiunge il Southern Cross, è rimasta in colpevole silenzio di fronte all’avanzare delle nuove «legislazioni omofobe», ma di fronte a quanto sta accadendo deve mostrarsi «compassionevole e coraggiosa». «Sebbene gli insegnamenti della Chiesa le impediscano di schierarsi al fianco degli omosessuali su molti temi, specialmente sul matrimonio tra persone dello stesso sesso, essa ha l’obbligo, imposto da Cristo, di essere solidale con tutti quelli che sono ingiustamente messi ai margini e perseguitati».

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