Lo studioso della Repubblica islamica, Nicola Pedde, commenta la tregua raggiunta da Usa e Iran: «Non si può ancora stabilire chi ha vinto, ma il regime ora ha una leva di deterrenza in più. Accordo sul nucleare? Due mesi sono pochi»
Il cancelliere Merz consegna al presidente degli Stati Uniti Donald Trump una maglia della nazionale di calcio tedesca con il numero 47 al G7 (foto Ansa)
«Il bilancio complessivo della guerra con l'Iran potrebbe essere molto negativo per Donald Trump». Si mantiene cauto Nicola Pedde, direttore dell’Institute of Global Studies (Igs) di Roma e della rivista Geopolitics of the Middle East. Il testo del Memorandum d'intesa è stato firmato da Donald Trump e il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, di conseguenza non si terrà alcuna cerimonia ufficiale in Svizzera. Il testo finale, così come è stato diffuso dal New York Times, presenta diverse criticità. Moltissimi i temi che dovranno essere discussi nei prossimi 60 giorni, a partire dal nucleare. «L'Iran sembra essere in una posizione di vantaggio, ma nel lungo periodo il regime resta fragile», dichiara lo studioso della Repubblica islamica in un'intervista a Tempi.
Professore, Usa e Iran cantano entrambi vittoria. Chi ha ragione?È ancora presto per dirlo. Al momento sappiamo solo che con la firma del Memorandum d'intesa lo Stretto di Hormuz tornerà navigabile e che per almeno due mesi lo s...
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