«Hollande ha tenuto a ribadire a noi della delegazione che non ha chiesto perdono al Papa di alcunché»

Il racconto di Dominique Quinio, direttrice del quotidiano cattolico “La Croix” che ieri era al seguito del presidente francese ricevuto dal Pontefice in Vaticano

Quello che si è svolto ieri a Roma tra papa Francesco e l’ultra-ateo presidente francese François Hollande è stato un incontro in una «atmosfera cordiale, tenuto conto che sui temi di fondo – matrimonio e adozione per gli omosessuali, aborto, fine vita – le posizioni sono inconciliabili». Così riferisce Dominique Quinio, direttrice del quotidiano cattolico d’oltralpe La Croix, che era una delle dieci persone della delegazione francese ricevuta in Vaticano, e che in una intervista pubblicata dal Corriere della Sera aggiunge qualche dettaglio al poco che è emerso finora circa il clima e i contenuti del colloquio.

A TEMA L’ABORTO? Dell’incontro, molto atteso anche per via dell’altissima tensione raggiunta nei rapporti tra il governo socialista e i cattolici francesi (tensione sottolineata all’attenzione del Pontefice dalla “supplica” sottoscritta da oltre 100 mila fedeli proprio in preparazione della visita), è emerso finora che – recita il comunicato della Sala stampa vaticana – «nel contesto della difesa e della promozione della dignità della persona umana, si sono passati in rassegna alcuni argomenti di attualità, quali la famiglia, la bioetica, il rispetto delle comunità religiose e la tutela dei luoghi di culto». La nota della Santa Sede prosegue poi accennando a «temi di carattere internazionale, quali la povertà e lo sviluppo, le migrazioni e l’ambiente» e cita in particolare «i conflitti in Medio Oriente e in alcune regioni dell’Africa» oltre ai «diritti delle minoranze etniche e religiose». Aggiunge oggi Maria Antonietta Calabrò, sempre per il Corriere della Sera: «Anche secondo fonti vicine al presidente, sembra che i due Francesco abbiano affrontato a un certo punto il tema dell’aborto», appunto uno degli argomenti segnalati al Papa nella petizione dei cattolici francesi, visto che Parigi ha appena introdotto l’inaudito reato di “ostacolo all’aborto”.

ASPETTATIVE MINIME. In realtà, spiega la Quinio nell’intervista, «Hollande e il papa Francesco hanno solo fatto un vago accenno alla “dignità della vita umana” a fine colloquio. Del resto nessuno si aspettava di convincere l’altro». In effetti, dice la direttrice di La Croix, «non credo che l’incontro con il Papa basterà a ricomporre il divorzio che si è prodotto in Francia tra l’opinione pubblica cattolica e Hollande. C’è la sensazione che il governo abbia preso regolarmente, e in poco tempo, posizioni contrarie ai nostri valori e alla nostra visione. Il mariage pour tous, l’approvazione dell’emendamento più liberale sull’aborto, quel che si sta preparando sull’eutanasia, allontanano Hollande da un elettorato cattolico che in parte lo aveva votato, e che è stato colto di sorpresa».

LA PUNTUALIZZAZIONE. L’inquilino dell’Eliseo, secondo la giornalista, «ha voluto dare un segnale di attenzione ai cattolici, una testimonianza di rispetto» in vista delle prossime elezioni amministrative ed europee. Tuttavia, aggiunge la Quinio nell’intervista al Corriere, «subito dopo il colloquio con il Papa, parlando con noi della delegazione, Hollande ha comunque tenuto a ribadire che non aveva certo chiesto perdono di alcunché. “Sono venuto da capo di Stato che incontra un altro capo di Stato”, ha ripetuto».