Guerra del gas tra Russia e Ucraina. Anche l’Italia rischia di andarci di mezzo

Gazprom ha aumentato le bollette a Kiev, che annuncia il suo rifiuto a pagare. Se la Russia chiudesse i rubinetti, il gas non arriverebbe neanche in Italia

Si prospetta una nuova guerra del gas tra Russia e Ucraina, dopo che nel fine settimana Kiev ha annunciato che non pagherà le nuove salatissime bollette. «La Russia non è riuscita a conquistare l’Ucraina con l’aggressione militare. Ora cercano di fare pressione e di prendersi l’Ucraina con il gas e l’aggressione economica», ha dichiarato il primo ministro ad interim Arseniy Yatsenyuk.
Il premier ha annunciato che l’Ucraina continuerà a rifornirsi da Gazprom ma «al prezzo di mercato accettabile» di 268 dollari per mille metri cubi.

PREZZI AUMENTATI. La scorsa settimana Mosca ha aumentato il prezzo del gas per l’Ucraina a 484,50 dollari per mille metri cubi. I motivi del rincaro sono diversi e sono stati spiegati dall’amministratore delegato di Gazprom, Alexei Miller: «Lo sconto era stato offerto a condizione che l’Ucraina pagasse i suoi debiti precedenti e l’intero importo delle attuali forniture. Avevamo detto chiaramente che se questo non fosse avvenuto, gli sconti sarebbero stati annullati. Bene, non abbiamo ricevuto neanche un dollaro per le forniture di marzo».

I DEBITI DI KIEV. Miller ha anche aggiunto che lo sconto sul gas era stato proposto al presidente deposto Yanukovich, in cambio della mancata firma dell’associazione economica con l’Unione Europea. Dopo le proteste di Maidan e la cacciata di Yanukovich l’accordo è saltato. Il debito di Kiev nei confronti di Mosca per il gas ammonta a 11 miliardi di dollari, anche se il governo ucraino afferma di dovere “solo” 2,2 miliardi di dollari.

PERICOLO PER L’ITALIA. Ora resta da vedere come reagirà Mosca al mancato pagamento. Già due volte in passato la Russia ha chiuso i rubinetti lasciando al freddo l’Ucraina. Nel 2009 e nel 2006, quando Gazprom ha accusato Kiev di tenere per sé il gas destinato agli altri paesi europei, ma che transita per le condutture ucraine. L’ipotesi di un nuovo blocco del gas è preoccupante anche per l’Europa e per l’Italia.
Oggi solo il 50 per cento del gas russo passa dall’Ucraina, contro l’85% del 2000. L’Italia in particolare importa il 90% del suo gas e più della metà proviene dalla Russia. Nel 2013 le importazioni sono aumentate fino a 25,33 miliardi di metri cubi, contro i 15,08 miliardi dell’anno precedente. Secondo l’amministratore delegato di Eni Paolo Scaroni, però, anche in caso di blocco delle forniture l’Italia potrebbe coprire il suo fabbisogno fino all’inverno 2015 grazie alle riserve messe da parte quest’anno sfruttando l’inverno particolarmente mite.

RIVOLTE IN UCRAINA. Intanto la situazione in Ucraina continua a peggiorare. Dopo l’annessione della Crimea da parte della Russia, domenica gruppi favorevoli a Mosca hanno circondato e occupato gli edifici governativi a Lugansk, Donetsk e Kharkiv, nell’est del paese. I dimostranti hanno issato bandiere russe e chiesto più autonomia da Kiev. Alcuni hanno anche domandato un’annessione a Mosca in stile Crimea.