Fuochi d’artificio, versetti su Gesù, sms rubati: cinque cristiani accusati di blasfemia in Pakistan in un mese

Arif e Tariq Masih sono stati minacciati di morte perché avrebbero bruciato pagine del Corano, il pastore Adnan e Mushtaq Masih perché hanno offeso l’islam scrivendo di Gesù, Asif Pervaiz per un messaggio con il telefonino

Tre casi in un solo mese. A ottobre cinque cristiani sono stati accusati di blasfemia in Pakistan per presunte dissacrazioni volontarie del nome del profeta Maometto e del Corano. Gli accusati rischiano la vita per mano degli estremisti, ancora prima della condanna dei giudici. Violare la legge sulla blasfemia in Pakistan significa rischiare la condanna all’ergastolo o alla pena di morte.

FUOCHI D’ARTIFICIO/1. L’ultimo caso in ordine di tempo è quello di Arif Masih e Tariq Masih. Lo scorso 27 ottobre i due fratelli, proprietari di un negozio dove vendono anche fuochi d’artificio nel Punjab, hanno venduto dei fuochi al musulmani Muhammad Zahid per il suo matrimonio. Durante la festa, poiché alcuni non si accendevano, gli invitati hanno aperto i fuochi difettosi e al loro interno avrebbero trovato polveri avvolte in pagine contenenti scritte del Corano.

FUOCHI D’ARTIFICIO/2. I due cristiani sono stati denunciati per blasfemia il giorno stesso alla polizia. Ma secondo Masih «noi non fabbrichiamo i fuochi, li vendiamo solo. A farli è una fabbrica dove tra l’altro lavorano solo musulmani – dichiara ad AsiaNews – Noi non abbiamo nemmeno toccato le pagine del Corano. Usare queste pagine per vendere i fuochi è al di là di ogni immaginazione perché siamo coscienti delle conseguenze che potrebbero derivare». Ora i due fratelli con le famiglie vivono nascoste, molti musulmani hanno però giurato che se non saranno condannati ci penseranno loro a ucciderli.

VERSETTI SU GESÙ/1. Il secondo caso riguarda Adnan Masih, pastore cristiano di Lahore che lo scorso 7 ottobre stava sostituendo il fratello al negozio di ottica dove lavora. Qui ha notato un libro scritto da un leader musulmano dove venivano riportate versetti della Bibbia erronei. Il pastore li ha corretti a penna, scrivendo quelli corretti, ma due giorni dopo Abid Mehmood, collega del fratello, vedendo le correzioni sul libro ha denunciato di blasfemia il pastore cristiano e suo fratello Mushtaq Masih.

VERSETTI SU GESÙ/2. Adnan Masih ha negato di essere blasfemo, ma dopo ripetute minacce di morte e addirittura l’emissione di una fatwa contro di lui si è consegnato spontaneamente alla polizia per chiedere protezione. «Siamo spaventati – hanno raccontato i familiari – Adnan non ha scritto nulla contro l’islam. Ha solo corretto alcune frasi riguardanti Gesù».

SMS BLASFEMI. Anche Asif Pervaiz è terrorizzato all’idea di quello che potrebbe succedergli. Il cristiano è stato arrestato a Lahore il 2 ottobre con l’accusa di avere inviato messaggi con il telefonino che contengono «un linguaggio insultante verso i musulmani, l’islam, il profeta Maometto e il Corano». L’avvocato difensore di Asif, Sardar Mushtaq Gill, ha affermato che il suo assistito non ha mai mandato nessun messaggio del genere, «ma che alcuni colleghi in disputa economica con lui hanno usato la sua “sim card” per inviare messaggi compromettenti».