Francia. Primo via libera del Parlamento alla “fecondazione per tutte”

L’Assemblea nazionale approva l’estensione della fecondazione alle donne single e coppie lesbiche. «Così il figlio diventa un prodotto» e il padre viene eliminato

Si è alzata in piedi ad applaudire l’Assemblea nazionale francese quando ieri, con una maggioranza di 55 voti contro 17, ha approvato il primo articolo della legge bioetica, il più delicato. Quello che estende la fecondazione assistita alle donne single e alle coppie lesbiche, la “Pma per tutte“. Se la legge, la cui approvazione definitiva è attesa per il primo trimestre 2020, resterà invariata, tutte le donne tra i 18 e i 43 anni potranno avere un figlio a spese dello Stato con l’eliminazione programmata e di fatto della figura del padre.

NEL NOME DELL’UGUAGLIANZA

A nulla sono valse le raccomandazioni contrarie di giuristi, bioeticisti e dell’Accademia nazionale di medicina, per non parlare delle famiglie francesi inquietate dall’eliminazione del padre. La maggioranza di Lrem, il partito di Emmanuel Macron, afferma di aver finalmente ristabilito «l’uguaglianza» tra coppie eterosessuali e omosessuali. Senza tenere conto che tra pochi anni la Francia sarà così costretta, nel nome dello stesso principio, a legalizzare quell’utero in affitto che già viene invocato da più parti per ristabilire ancora una volta l’uguaglianza, questa volta tra coppie omosessuale femminili e maschili.

«NON SI PUÒ RIDURRE UN BAMBINO A PRODOTTO»

Annunciando il suo voto contrario, durante il dibattito, il consigliere regionale dell’Ain Xavier Breton ha dichiarato:

«Non si può ridurre un bambino a un prodotto. Con questa legge entriamo nella logica della produzione del bambino, permessa dalla tecnica, che è ben lontana da quella dell’accoglienza di una famiglia. La genitorialità si fonda sull’alterità sessuale. Se permettiamo alle donne sole e alle coppie di donne di produrre un figlio nel nome dell’uguaglianza, dovremo dare lo stesso diritto a tutti, anche alle coppie di uomini».

NEGATI I DIRITTI DEI BAMBINI

La Francia ha riconosciuto ieri il diritto di tutte le donne ad avere un figlio e il dovere dello Stato di procurarglielo. Allo stesso tempo, come ricordato dall’Accademia nazionale di medicina, ha negato «il diritto di ogni bambino ad avere un padre e una madre». La figura del padre, che per l’Accademia «resta fondante per la personalità del bambino», è stata eliminata per legge. Sull’atto ufficiale di nascita dei bambini che verranno al mondo con la fecondazione, infatti, sarà scritto “madre e madre” al posto di “madre e padre”.

Il primo passo verso la falsificazione della filiazione è compiuto. Il 6 ottobre la Manif pour tous, insieme a una ventina di associazioni, ha organizzato una grande manifestazione a Parigi con lo slogan: «Libertà, uguaglianza, paternità». Come dichiarato da monsignor Dominique Rey, vescovo di Frejus-Toulon, «una delle grandi minacce che pesano sulla nostra società e sul suo avvenire è la distruzione dell’umano. Dobbiamo dire per le generazioni future una parola chiara, altrimenti saremo complici e responsabili con il nostro silenzio di questa deriva».

Foto Ansa