Formigoni: «Questo è il metodo con cui si costruiscono i processi a mio carico»

«Per 15 anni nella sanità lombarda le tangenti sono state la regola», dice un pm in un processo in cui l’ex presidente non è nemmeno implicato. Non ci sono prove, eppure c’è l’accusa

Certi che molti nostri lettori non avranno potuto notarla (il Corriere della Sera l’ha pubblicata domenica 28 settembre in fondo a pagina 30, dando alla notizia un rilievo ben diverso rispetto al clamore con cui di solito tratta l’argomento “Roberto Formigoni”), ripubblichiamo la lettera che l’ex presidente di Regione Lombardia e oggi senatore Ncd ha scritto al quotidiano di via Solferino.

Nella requisitoria del processo a carico di un imprenditore, un pm milanese ha proclamato: «Per 15 anni nella sanità lombarda le tangenti sono state la regola. Non si potevano concludere contratti se non vi era la disponibilità a versare denaro». La prima considerazione riguarda il versante giudiziario. Nel processo io non sono implicato, ma la requisitoria del pm ha riguardato me come uomo di governo e come persona. Il pm «è riuscito» a processarmi in un procedimento in cui non mi ha chiamato a far parte e quindi non mi ha concesso neppure la facoltà di difesa. Come dire: le «prove», ritenute sufficienti per portare a processo il preteso «corruttore», non lo sono per il preteso «corrotto»; ciò nonostante, nel processo a carico del primo non ci si perita dall’accusare il secondo!

Con tecnica invertita, nel processo Maugeri, a essere separati dagli altri imputati sono gli asseriti «corruttori», stralciati sin dal maggio 2012 per l’allora «impellente» necessità di provvedere a un patteggiamento su cui però, la Procura non si è ancora decisa a dare il consenso, nell’attesa evidente che i pretesi «corruttori» confermino nel dibattimento le dichiarazioni rese durante il periodo di cattività. E così ha dichiarato il 7/2/2014 davanti al gup, in un verbale che costituisce una pagina al tempo stesso fra le più oscure e illuminanti del processo, un imputato che ha avuto la forza e l’orgoglio di sottrarsi alla morsa accusatoria: «La Procura ha inteso prendere il mio esame in sede di incidente probatorio senza neppure esprimere il proprio consenso/dissenso su una ragionevole istanza di patteggiamento. (…) La Procura ha sempre dichiarato che il patteggiamento avrei dovuto “meritarlo” in sede di incidente probatorio».

Questo è dunque il metodo con cui si costruiscono i processi a mio carico. Per quanto mi sarà concesso, mi difenderò nelle sedi proprie, come ho sempre fatto (invero con un certo successo). Quanto invece alla sanità lombarda che si vorrebbe assieme a me processare, credo che il miglior giudizio possa essere espresso ricordando come, nei miei 15 anni, la Lombardia abbia costantemente migliorato le proprie performance: 1) È stata l’unica regione italiana a chiudere sempre in equilibrio i propri bilanci. 2) È passata dal terzo al primo posto nell’indice di attrattività di pazienti da altre regioni. 3) Ha esentato dal ticket una quota di cittadini sempre superiore a quanto stabilito dallo Stato. 4) È stata dal 2000 al 2012 la Regione italiana ed europea che più ha investito in edilizia sanitaria.

In che modo questi risultati sarebbero compatibili con l’affermazione del pm in base alla quale in Lombardia si poteva agire solo tramite tangenti, cioè con sovracosti illegali? Sarà interessante vedere come il pm dimostrerà la sua tesi quando sarà chiamato a giustificarla.

Sen. Roberto Formigoni