Esodo senza precedenti. L’80% dei cristiani ha lasciato l’Iraq negli ultimi 10 anni

Dalla caduta di Saddam Hussein nel 2003, a causa dei continui attentati islamisti, l’80% dei cristiani se n’è andato, passando dal 25% al 2% della popolazione

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Dalla caduta di Saddam Hussein nel 2003, l’80% dei cristiani iracheni ha lasciato Paese. Lo ha detto all’agenzia Apic padre Paul Sati, religioso redentorista caldeo originario di Mosul, responsabile della comunità caldea di Anversa, in Belgio. Il religioso, ospite della sezione svizzera di Aiuto alla Chiesa che Soffre, ha parlato di un vero e proprio “inverno arabo” in Iraq.

ATTACCHI ISLAMISTI. Dalla fine del regime un migliaio di cristiani sono stati uccisi e una sessantina di chiese sono state attaccate dagli estremisti islamici: «Quelle che una volta era la culla della civiltà e del cristianesimo – ha spiegato – è oggi un luogo dove i cristiani sono minacciati, perseguitati o cacciati, e devono nascondersi». Il caso più eclatante è l’attacco del 31 dicembre 2010 alla cattedrale siro-cattolica di Baghdad, dove un commando di terroristi legati ad al-Qaeda sterminò 48 fedeli e due giovani preti, distruggendo la chiesa. Il 14 dicembre scorso, a due anni di distanza, la cattedrale di Nostra Signora del Perpetuo Soccorso è stata restaurata e riconsacrata.

DAL 25% AL 2%. Secondo il religioso i cristiani non sono l’unico bersaglio degli islamisti, che attaccano anche altri musulmani o esponenti di altre minoranze religiose. A causa degli attacchi continui e dell’insicurezza in cui vivono i cristiani, in Iraq è avvenuto ed è tuttora in corso il più grande esodo di cristiani dall’Iraq che si sia mai visto. Circa tre milioni di cristiani hanno lasciato il paese negli ultimi cent’anni, la stragrande maggioranza nell’ultimo decennio. Nel periodo precedente alla Prima guerra mondiale, infatti, quando la regione era sotto il dominio ottomano, i cristiani rappresentavano circa un quarto della popolazione irachena. Oggi sono intorno al 2 per cento.

PATRIARCA SAKO. Come riferito a tempi.it dal nuovo patriarca caldeo Mar Louis Raphael I Sako «a volte l’Occidente facilita la fuga dei cristiani. Molti comprano un visto con migliaia e migliaia di dollari, vanno via ad abitare in terra straniera dimenticandosi della loro tradizione, della loro terra, perdendo gli amici, la famiglia e anche la fede. È molto brutto. La comunità internazionale invece di spendere soldi per fornire loro abitazioni all’estero, dovrebbe investirli qui per fare progetti educativi e migliorare la vita di chi vive nella miseria. Ci servono infrastrutture, alloggi, scuole. Noi non vogliamo andarcene dall’Iraq, non vogliamo restare in pochi per essere una presenza simbolica».

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