Eliminare Dante? Langone: «È il primo passo dell’Onu per abolire la Bibbia»

Intervista a Camillo Langone, giornalista di Libero e del Foglio, sulla proposta dell’Onu di cancellare la Divina Commedia dai programmi scolastici: «Perché non abbattiamo anche il Colosseo e San Pietro? L’Onu vuole esportare il nichilismo e il cinismo a livello mondiale, ma io propongo che l’Italia esca dall’Onu e dal suo relativismo».

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Per Valentina Sereni, presidentessa dell’associazione di consulenza speciale per l’Onu “Gherush92”, bisognerebbe «espungere la Divina Commedia dai programmi scolastici ministeriali». Alcuni luoghi del testo sarebbero, infatti, islamofobi, omofobi, sessisti e antisemiti. Un concentrato di elementi diseducativi nel libro più studiato di tutta la letteratura italiana. Tempi.it ne discute con Camillo Langone, giornalista del Foglio e di Libero.

Insomma, vogliono toglierci Dante.
Mi aspettavo che si sarebbe arrivati a una mossa del genere. C’è una grande coerenza in questo modo di ragionare. Poco tempo fa, si voleva coprire l’affresco della Basilica di San Petronio a Bologna che raffigurava Maometto precipitato nel’Inferno. Un’immagine tratta chiaramente dal poema dantesco. Ci furono molte discussioni, e anche qualche minaccia. Ma la cosa non mi stupisce: nel momento in cui non si crede più in niente, nulla vale.

La proposta è di Gherush92, un’associazione che è consulente speciale dell’Onu.
L’Onu vuole esportare il nichilismo e il cinismo a livello mondiale. Oggi cercano di inquisire Dante, poi si scaglieranno contro la Bibbia. La Divina Commedia è un poema biblico, quindi è il primo passo per abolire Bibbia e Vangeli. Ma già adesso si vedono i primi sintomi. A Bologna è stata rimossa un’insegnante di religione perché insegnava l’Apocalisse, uno tra i più scomodi libri della Bibbia. È meglio non citare neanche il Genesi, che è difficile da trattare pubblicamente.

Quindi, è l’Onu che ci sta educando al nichilismo.
Sono per l’uscita dell’Italia dall’Onu, dall’Unione europea e da qualsiasi altra associazione che cerchi di distruggere culturalmente il nostro paese incentivando l’ideologia relativista. Se niente ha un valore assoluto, è giusto togliere tutti i libri scomodi. Noi viviamo in uno stato di censura, mille cose non si possono dire. Ma perché? Perché ce lo impongono delle sovrastrutture nazionali che si fanno a carico di direttive mondiali. E che, tra l’altro, dipendono dai nostri fondi di povere provincie. Io sono per la sovranità nazionale, e che un’entità sovranazionale dica quello che si deve e non deve fare in ambito scolastico nei singoli paesi mi infastidisce. Adesso, poi, con il governo Monti ci siamo resi vassalli del governo europeo, che è capace di farci digerire qualsiasi follia. L’Italia ha sempre avuto una certa abitudine al servilismo. Quindi, è giusto che tolgano la Divina Commedia, che è la cosa più grande che ha prodotto l’Italia. Già che ci siamo, abbattiamo il Colosseo o San Pietro.

Come si può reagire?
Non con le parole. Bisogna togliere i fondi, affamare la bestia. Associazioni come Gherush92, dedite alla distruzione della nostra cultura, devono essere liquidate eliminando qualsiasi sostegno economico. Da dove vengono i soldi per le loro ricerche? Temo da noi contribuenti. Inizio a credere che l’evasore, se riesce ad affrontare e superare i meccanismi sovranazionali, sia un eroe.

La censura della Divina Commedia non le sembra una lesione della libertà culturale?
È molto peggio. Io sono per la libertà di stampa. A mio parere, è giusto anche pubblicare il Mein Kampf. Ma, a differenza del libro di Hitler, io condivido in toto la Divina Commedia. La condivido in tutto e per tutto. La libertà d’espressione va preservata sempre, anche Ahmadinejad si può pubblicare, ma costui, Dante, ci rappresenta, è il nostro poeta.

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