Egitto, la polizia demolisce chiesa e moschea. Arrestati il prete e 14 fedeli

Gli edifici costruiti abusivamente su terreni agricoli, secondo le autorità. Ma avrebbero un ruolo le tensioni nate tra la comunità copta e quella musulmana

Chiesa copta demolita in Egitto, nel governatorato di Buhayra

In Egitto la polizia ha demolito un edificio di tre piani da tempo utilizzato come chiesa dai cristiani copti e la vicina moschea. Il fatto è avvenuto nel villaggio di Koum al-Farag, governatorato di Buhayra, a ovest del delta del Nil. Secondo l’amministrazione locale entrambi i luoghi di culto violavano una legge che vieta di costruire su terreni agricoli, riporta la cronaca di Watani. Le due strutture insomma, scrive il giornale, occupavano illegalmente 382 metri quadrati.

Durante l’operazione, informa sempre Watani, sono state anche arrestate 15 persone. Si tratta a quanto pare di fedeli copti – tra i quali un sacerdote, padre Yassa Sobhy, e quattro donne – intervenuti sul luogo durante la demolizione per tentare di impedirla. Si sarebbero infatti verificati scontri con gli agenti di polizia e lanci di sassi contro la squadra incaricata dell’abbattimento.

Sembra comunque che l’abuso edilizio non sia l’unica ragione della decisione presa dal governo locale. L’avvocato Ghali Iskandar sostiene che l’edificio demolito fosse una “chiesa di fatto” già da 15 anni, e che questo sia diventato un problema (anche agli occhi delle autorità evidentemente) solo quando sono nate tensioni con la comunità musulmana locale. Queste sarebbero iniziate dopo che il prete ha deciso di ampliare la chiesa, cosa che ha spinto la moschea a fare lo stesso.

Il legale protesta che l’ordine di demolizione doveva essere fermato in attesa del ricorso presentato dallo stesso Iskandar. Ma niente da fare. Non è la prima volta che i cristiani copti d’Egitto subiscono repressione e restrizioni da parte delle autorità. Spesso si tratta di vere e proprie discriminazioni, giustificate dall’esigenza – appunto – di non “provocare” le comunità musulmane. Vedi per esempio, le celebrazioni vietate ai cristiani di Fao, solo per stare all’esempio più recente. Tutto questo si somma a un lunghissimo elenco di violenze, vandalismi e stragi perpetrati dai diversi gruppi islamisti, Fratelli Musulmani compresi.