«I Fratelli Musulmani distrussero la chiesa di San Mosé. Oggi la riapriamo»

Pubblichiamo la lettera inviata a tempi.it da Anba Macarius, vescovo della diocesi di Minya, Egitto, che staserà (in occasione della vigilia del Natale copto-ortodosso) inaugurerà la chiesa di San Mosé il Nero distrutta dai Fratelli Musulmani nel 2013

Il vescovo di Minya, Anba Macarius (a destra), passeggia nel 2013 tra le rovine della chiesa di San Mosé il Nero distrutta dai Fratelli Musulmani

Oggi, vigilia di Natale secondo il calendario copto-ortodosso, verrà inaugurata nel governatorato di Minya, in Egitto, la chiesa di Anba Moussa al-Asswad. Si tratta di una delle 84 chiese distrutte in tutto il paese nel 2013 dai Fratelli Musulmani, che si vendicarono così della destituzione del presidente della Fratellanza, Mohamed Morsi, da parte dell’esercito. La chiesa di San Mosé il Nero era l’unica a non essere ancora stata riaperta. Pubblichiamo di seguito la traduzione della testimonianza inviata a tempi.it dal vescovo della diocesi di Minya, Anba Macarius, che staserà presiederà la celebrazione di inaugurazione della chiesa e che in precedenza aveva rilasciato un’intervista al nostro giornale, per il quale scrisse anche un Te Deum.

La chiesa di San Mosé è una delle 16 chiese distrutte nel governatorato di Minya, dopo che il sit-in di piazza Rabaa è stato disperso la mattina del 14 agosto 2013. Il fuoco è stato appiccato alla chiesa, che è bruciata dalle nove del mattino fino alle tre del mattino del giorno successivo. Il sacerdote della chiesa ha rischiato di morire poiché al momento dell’incendio si trovava dentro l’edificio. Ma siamo riusciti a salvarlo e a metterlo al riparo.

Il giorno successivo, gli aggressori hanno saccheggiato il resto dell’edificio di servizio di fianco alla chiesa, vendendo sul marciapiede della strada davanti alla chiesa tutto ciò che avevano rubato.

Dopo gli attacchi il presidente Al-Sisi, che allora era soltanto ministro della Difesa, decise di ricostruire tutto ciò che era stato distrutto. I lavori sono cominciati nella chiesa il 10 gennaio 2016 e sono andati avanti per quattro anni pieni. Lo Stato ha pagato la maggior parte dei costi di ristrutturazione e ora la chiesa di San Mosé è l’ultima ad essere riaperta, mentre le altre sono già state inaugurate.

Ricordo in particolare che dopo l’incidente, i cristiani si sono ritrovati a celebrare la divina liturgia tra le rovine della chiesa, mentre attorno a noi ancora si levavano alte nuvole di fumo. Al di fuori della chiesa, invece, ancora risuonavano gli spari. La presenza della gente è stata imponente, anche se non avevamo annunciato che avremmo recitato la Messa.

La chiesa verrà aperta ufficialmente alla presenza di leader politici e della sicurezza oltre che dei rappresentanti del ministero della Difesa e del popolo. Ma l’inaugurazione e la prima Messa si terranno stanotte, che secondo il calendario copto è la vigilia di Natale.

Questi eventi dolorosi non hanno fatto che aumentare la solidità e l’adesione a Dio dei copti. La Chiesa ha ringraziato il presidente Al-Sisi, che ha ordinato di ricostruire le chiese e i funzionari locali per la loro cooperazione. Faccio notare infine che la chiesa è intitolata a uno dei padri asceti del deserto della chiesa, san Mosè il Nero (o l’Etiope).