Da sinistra, Mario Draghi, Joe Biden, Emmanuel Macron, Ursula von der Leyen
Da sinistra, Mario Draghi, Joe Biden, Emmanuel Macron, Ursula von der Leyen
Su Huffington Post Italia Mariano Giustino scrive: «Accolto come un faraone con al seguito cinque ministri, Di Maio, Guerini, Lamorgese, Giorgetti e Cingolani, ha firmato nove accordi di cooperazione in materia di sicurezza, commercio, difesa, energia, trasporti e cultura. Draghi ed Erdoğan, dopo dieci anni, hanno provato a rafforzare una difficile strategia di insieme nel bacino del Mediterraneo, dall’Africa al Medio Oriente oltre che nell’area dei Balcani e nel Mar Nero, e hanno provato a gettare le basi per una più stretta collaborazione nel fronteggiare le nuove sfide geopolitiche e le emergenze dovute alla guerra in Ucraina».
Le mosse di Draghi verso Recep Tayyip Erdoğan erano assolutamente necessarie sia per affrontare la crisi del grano sia per prevenire nuove ondate migratorie sia per tentare di costruire un qualche sbocco alla guerra in Ucraina. Riconoscere però l’intelligente capacità di iniziativa d...
Contenuto riservato agli abbonati Digitale e Full
Digitale
Il quotidiano online + il mensile digitale
Full
Il quotidiano online + il mensile digitale e cartaceo