Dopo la Francia, anche la Spagna «legalizza di fatto la compravendita di bambini servendosi della donna»

Il governo spagnolo modificherà la legge per permettere di iscrivere nei registri civili i bambini nati all’estero con l’utero in affitto

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

maternidad-ssubrogada.jpgIllegale, ma non troppo. Il governo spagnolo, guidato dal Partito popolare, ha annunciato attraverso il ministro della Giustizia che modificherà la legge per permettere di iscrivere nei registri civili i bambini nati all’estero con l’utero in affitto.

COME IN FRANCIA. La maternità surrogata in Spagna è illegale ma come dichiarato dal ministro Rafael Catalá, Madrid deve conformarsi alle decisioni della Corte europea per i diritti umani, che aveva in precedenza condannato la Francia per lo stesso motivo affermando che «vietare totalmente il riconoscimento di un legame di filiazione tra un padre e i suoi figli biologici è contrario alla convezione europea dei diritti dell’uomo». La Francia si è rifiutata di fare ricorso, accettando la condanna, mentre la Spagna, dove 800 coppie all’anno si recano all’estero per affittare un utero, ha affermato di essere vincolata dalla sentenza.

UTERO IN AFFITTO. La legalizzazione della maternità surrogata, se praticata fuori dalla Spagna, porterà inevitabilmente alla sua autorizzazione in patria. Altrimenti, infatti, si discriminerebbero coloro che non hanno i mezzi per pagarsi un viaggio all’estero in India, Ucraina o Stati Uniti, dove la pratica è legale. La legalizzazione valida solo per l’estero, inoltre, incita di fatto a violare una legge dello Stato.

«DONNA COME STRUMENTO». La portavoce del gruppo “Donna, madre e professionista”, Leonor Tamayo, si è unita al coro di proteste della società civile spagnola per l’annuncio del ministro della Giustizia: «È paradossale che venga di fatto legalizzata la compravendita di bambini servendosi della donna come strumento. L’iscrizione in Spagna dei bambini nati da utero in affitto è un’offesa alla dignità della persone perché consente la procreazione senza famiglia».

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •