Sugli Stati generali Paolo Natale scrive: «In una situazione come quella attuale, dove i rapporti di forza a livello nazionale e sub-nazionale sono ben noti, è ovvio che il voto maggioritario non potrà che seguire la scelta del proprio partito di riferimento, indipendentemente dal candidato presente in quel collegio che, come si è detto, sarà in gran parte sconosciuto dalla maggior parte dei cittadini del collegio. Sappiamo già dunque, “prima” del voto, quale sarà indicativamente il risultato dei collegi maggioritari, senza che gli elettori abbiano voce in capitolo per giudicare in maniera alternativa le possibili “doti” del candidato e scegliere diversamente dal voto proporzionale, anche perché NON possono farlo, essendoci una scheda unica, a meno di tradire definitivamente il proprio partito, favorendo un partito avverso».
Come sempre le riflessioni di Natale sono puntuali e interessanti, però il problema posto, quello del rapporto tra rappresentanti e rappresentati, è affrontato anc...
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