Da assistiti a sponsor del Banco alimentare. Storia di una famiglia fortunata (e grata)

Erano poveri e aiutati dal Banco alimentare. Hanno vinto al Win for Life e, da allora, aiutano il Banco. «Nel pacco che portiamo non c’è solo cibo, ma speranza»

9.622 tonnellate di alimenti donati in un giorno sono il risultato della Colletta alimentare. Ma che  cosa accade negli altri 364 giorni dell’anno? Anche questa è una storia da raccontare e riguarda una capillare opera di volontariato che si occupa di portare fin sul tavolo di casa degli indigenti quanto raccolto dal Banco.

Ad una delle strutture caritative che si occupano di questa ridistribuzione è capitato un fatto curioso. L’episodio è capitato circa un anno fa, ma solo oggi è arrivato sulle pagine di un quotidiano locale brianzolo. Gianni Nespoli, responsabile del magazzino del Banco della zona, ha infatti raccontato di essere stato per diverso tempo il volontario che portava il pacco di alimenti a una famiglia in gravi difficoltà economiche, composta da genitori senza fissa occupazione e con tre figli maggiorenni tutti precari. Un giorno, ha raccontato Nespoli, «mi hanno detto di non aver più bisogno perché avevano vinto al Win for Life». La famiglia, però, grata dell’aiuto che per tutto quel tempo le era stato fornito, ha chiesto a Nespoli di diventare una “famiglia solidale”. Le famiglie solidali sono una delle tante iniziative che ruotano attorno ai Banchi. Si tratta di persone che, periodicamente, comprano a proprie spese alimenti che poi andranno ad integrare quelli già raccolti dal Banco e poi ridistribuiti ai poveri.

Come racconta Nespoli, «capita sovente che chi è aiutato ricambi il bene ricevuto, per quanto può, come può. Ad esempio partecipando come volontario alla giornata della Colletta». Questi episodi, dicono i volontari del Banco, aiutano a capire che «il pacco che recapitiamo ogni due settimane non contiene solo cibo: è una luce di speranza nella disperazione».