Berlino non ha più le basi morali e materiali per imporre una leadership gestita con una Francia oggi in grande difficoltà. Le chance del governo Meloni. Rassegna dal web
Il Cancelliere tedesco Olaf Scholz e la premier italiana Giorgia Meloni (foto Ansa)
Il cancelliere tedesco Olaf Scholz e la premier italiana Giorgia Meloni (foto Ansa)
Sul Sussidiario Giulio Sapelli scrive: «L’Ue sta perdendo il punto archetipale (la Germania) del suo meccanismo di ricerca dell’ordine istituzionale sempre più precario per l’auto-referenzialità crescente della sua tecnocrazia burocratica».
Mentre si avvia il confronto tra le politiche di bilancio italiane e le scelte della Commissione europea e della Bce, è opportuno tener conto (lo spiega bene Sapelli) come sia in crisi quella Germania che ha guidato con una certa durezza l’Unione Europea negli anni Duemila, di fatto privilegiando un continente tedesco su una Berlino europea.
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Su Huffington Post Italia Claudio Paudice scrive: «Le due manovre a specchio. Mentre Meloni studia tagli e privatizzazioni per finanziare una legge di bilancio senza soldi, Scholz prevede miliardi di sussidi alle imprese e puntella lo stato sociale. Nel frattempo in Ue riparte il solito stantio dibattito su deficit e debit...
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