Cina. Il partito comunista ai genitori: «Impedite ai vostri figli di credere in Dio»

Le autorità di Xingtai (Hebei) hanno scritto una lettera ai genitori di bambini di età compresa tra 1 e 12 anni: «I minorenni non possono andare in chiesa o partecipare a incontri religiosi»

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Era dai tempi della Rivoluzione Culturale che in Cina la persecuzione dei cristiani non raggiungeva simili proporzioni. Come riportato da ChinaAid, le autorità del partito comunista di Xingtai (Hebei), seguendo l’esempio dei funzionari dell’Henan e dello Shandong, hanno scritto una lettera aperta per tutti i genitori di bambini di età compresa tra 1 e 12 anni informandoli che «i minorenni non possono partecipare a incontri religiosi», messa e catechismo inclusi.

Nella lettera i funzionari comunisti spiegano che «genitori e scuole sono obbligati a impedire ai bambini dal credere in una religione e dal partecipare a incontri religiosi».

«I MINORENNI NON POSSONO CREDERE IN DIO»

L’elenco delle ragioni esposte nella lettera è lungo: i minorenni non possono credere in Dio perché «non sono in grado di pensare in modo indipendente» e se fossero costretti a credere in una religione o a partecipare a un incontro religioso sarebbero inclini a essere plagiati da «eventi religiosi illegali e pensieri religiosi radicali e la loro salute mentale e il loro futuro sarebbero compromessi». Ecco perché «tutti i genitori, a prescindere dalla loro religione, dovrebbero insegnare ai figli che non devono partecipare a incontri religiosi o lezioni religiose o campi estivi». Una lettera simile è stata inviata nello Shandong a luglio e nell’Henan a maggio dell’anno scorso.

Le indicazioni sono la diretta conseguenza dei regolamenti approvati nel febbraio 2018, che impediscono a sacerdoti e vescovi di educare alla religione i ragazzi di età inferiore ai 18 anni, che non possono neanche più entrare in chiesa per la messa. La legge vieta anche raduni non autorizzati e pellegrinaggi. Soprattutto nella provincia dell’Henan vengono demolite chiese e rimosse croci, i corsi di catechismo fermati, le scuole religiose chiuse, gli studenti cristiani nelle scuole schedati, i genitori minacciati di non educarli alla fede se non vogliono vedersi licenziare dal lavoro o togliere i sussidi.

LA CHIESA DI XI JINPING

La lettera non è può essere definito un fulmine a ciel sereno. Gli organi ufficiali della Chiesa cattolica in Cina (Associazione patriottica e Conferenza episcopale cinese), ancora non riconosciuti dal Vaticano, continuano a sostenere che «la massa dei fedeli della Chiesa Cattolica deve continuare a studiare il “socialismo con caratteristiche cinesi per una nuova era” di Xi Jinping. La bandiera rossa a cinque stelle deve sventolare alta nei cortili delle chiese e bisogna sforzarsi per fare progressi sulla via dello sviluppo della sinicizzazione», ovvero la sottomissione della Chiesa agli ordini del partito.

Foto Ansa

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