Caro Tremonti, perché non pensi a Eurobond specifici per le famiglie?

Intervenendo al Meeting di Rimini il ministro Tremonti ha detto che gli Eurobond servono a finanziare lo sviluppo. Perché allora non recuperare le risorse necessarie per la riforma del sistema fiscale nell’ottica del Fattore Famiglia, attraverso l’emissione di Eurobond specifici? 

Anticipiamo l’articolo di Davide Rosati (Sindacato delle Famiglie Onlus) tratto dal numero 37/2001 di Tempi da oggi in edicola

Il Sindacato delle Famiglie non vuole sottrarsi alle responsabilità che la crisi impone stringente al nostro paese. Ma, per avviare e sostenere questo lungo e doveroso processo di riscossa, la politica deve – a nostro avviso – avere chiari tre concetti: coesione, equità, sviluppo. E tutti e tre questi concetti vanno letti alla luce di un minimo comune multiplo: la famiglia.
Minimo: perché è l’elemento di base, il punto da cui partire e ripartire nell’analisi economica e finanziaria, soprattutto perché è nella relazione familiare e nel suo ruolo educativo che ha origine quella coesione sociale oggi così urgente.
Comune: perché la famiglia è il punto unificante a partire dall’esigenza di equità orizzontale la quale a sua volta è il presupposto sia della coesione sia dello sviluppo.
Multiplo: perché proprio la famiglia può essere il “moltiplicatore” per rilanciare lo sviluppo economico nazionale.

Da queste premesse emerge la considerazione che il governo stia commettendo molti errori. Le continue e confuse proposte finanziarie, plasmate sui tagli lineari percentuali prima, sull’incremento dell’Iva e i tagli agli enti locali poi, sono misure che penalizzano le famiglie con figli e scoraggiano le giovani coppie. Eppure vie alternative per uscire da questa situazione ci sono e sono già state riconosciute dal governo. È il caso del Fattore Famiglia, già approvato dal Consiglio dei ministri ma non ancora finanziato: e delle modifiche dell’Isee, come strumento di equità nelle politiche locali. 

È lecito chiedersi a questo punto: quali prospettive e quali strumenti finanziari adottare a sostegno di queste affermazioni? Intervenendo al Meeting di Rimini il ministro Tremonti ha detto che gli Eurobond servono a finanziare lo sviluppo. Perché allora non recuperare le risorse necessarie per la riforma del sistema fiscale nell’ottica del Fattore Famiglia, attraverso l’emissione di Eurobond specifici?

L’idea di fondo, cioè che lo Stato faccia spazio alla capacità delle famiglie di prendere decisioni autonome in merito a cosa serve per lo sviluppo, merita certo un approfondimento, innanzi tutto dal punto di vista culturale. Tale soluzione restituirebbe alle famiglie la propria soggettività sociale, permettendo loro di orientare le scelte dello Stato in materia di politiche di sviluppo. A sua volta l’Italia si farebbe promotrice in Europa di tali misure, concretizzando una politica realmente sussidiaria ed efficace.