Cari George Clooney ed Elton John, difendete anche i cristiani dalla sharia

L’appello di Aiuto alla Chiesa che soffre alle due celebrità perché difendano i cristiani in Pakistan colpiti dalla legge sulla blasfemia, così come hanno difeso gli omosessuali presi di mira dalla sharia in Brunei

Pubblichiamo l’appello di Aiuto alla Chiesa che soffre.

Caro George Clooney e caro Elton John, in Brunei il 3 aprile scorso è entrata in vigore una rigida applicazione della sharia, la legge islamica: è stata infatti introdotta la pena di morte tramite lapidazione per reati quali l’adulterio e i rapporti omosessuali. Voi, con l’Onu e con altre organizzazioni per i diritti umani, avete pubblicamente protestato.

Il Sultano del Paese asiatico ha quindi ceduto, disponendo una moratoria sulla pena capitale per omosessualità e adulterio. Ogni protesta finalizzata alla tutela della vita umana va accolta positivamente, specie per condotte che – salva la valutazione morale – nessun ordinamento civile qualificherebbe come reati. È lecito tuttavia domandarsi perché non si levi analoga disapprovazione quando, sempre in applicazione della sharia, a essere calpestati sono la libertà religiosa e altri fondamentali diritti umani.

Dall’Afghanistan all’Arabia Saudita, dal Sudan alla Nigeria del Nord, sono tanti gli Stati al cui interno la sharia è applicata con rigore. In Pakistan, per esempio, sei cristiani attendono l’esecuzione capitale per presunta blasfemia contro l’Islam in base a norme riconducibili alla legge islamica. I loro nomi sono Sawan Masih, Shafqat Emmanuel, Shagufta Kasur, Qasir Ayub, Amoon Ayub e Nadeem James. L’analogo caso di Asia Bibi si è felicemente concluso con un’assoluzione dopo 10 anni di carcere e grazie a una diffusa mobilitazione, mentre di Sawan e dei suoi compagni di pena nessuno si occupa.

Aiuto alla Chiesa che Soffre Vi lancia dunque un appello: fate udire la Vostra voce a favore di questi sei cristiani con lo stesso meritorio impegno manifestato nel caso del Brunei!