Il volto avaro e quello post-umano dell’«economia che uccide»

papa-francesco-shutterstock_164173436«No, a un’economia dell’esclusione e della inequità. Questa economia uccide». Sono parole del Papa (tratte dall’Evangelii Gaudium) per il recente messaggio all’Expo 2015. Il 12 febbraio a Roma Andrea Tornielli e Giacomo Galeazzi presentano all’Augustinianum il libro intitolato con la stessa frase del Santo Padre: Questa economia uccide. Vado alla presentazione perché la speculazione finanziaria va capita e, se possibile, controllata dall’opinione pubblica e dalla politica.

Questa oppressione ha due volti. Da una parte c’è uno squilibrio ben sintetizzato da questa sproporzione: le 85 persone più ricche del mondo hanno un reddito pari a quello di 3 miliardi e mezzo di persone più povere. L’altro lato della medaglia è la pressione provocata dalla lobby finanziaria, al fine di destrutturare moralmente la società, per dominare un popolo di acritici consumatori. Dal ’68 in poi è cominciata un’escalation (pilotata) volta a distruggere la morale comune, il matrimonio, le nascite, la vita degli anziani, la differenza fra maschio e femmina e, prossimamente, la protezione dei minori contro la pedofilia.

Prego san Michele (Sancte Michael arcangele defende nos) perché ci difenda dalle trame demoniache. La preghiera è la vera arma del cristiano. Occorre poi svegliarsi dal torpore e mobilitarsi. Servono valenti economisti, filosofi, politici per mettere in campo i talenti che il Signore ci ha dato. Se alcuni seminano zizzania noi dobbiamo seminare il grano buono della fede e della cultura.

Foto papa Francesco da Shutterstock

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