Grazie alla Brambilla e ai grillini per la loro intransigente crociata animalista: ci costerà 150 mila euro al giorno

150.000 euro al giorno. Cento-cinquanta-mila. Al giorno. È quanto potrebbe costarci, a breve, il populistico perseguire della lotta animalista contro la ragionevolezza dell’ultima direttiva europea (del 2010!) a protezione degli animali utilizzati a fini scientifici, che già prevede elevati standard di garanzia per questi ultimi. Il tutto s’è arenato in Senato e da lì, complice la cinica opposizione di Michela Vittoria Brambilla e M5S, non s’è più mosso da tempi biblici.

Come funziona: il Parlamento europeo emana una direttiva, che in questo caso era stata l’esito di una lunga trattativa che aveva visto il “benestare”, viste le tutele garantite agli animali, anche dell’Eurogroup for animals (di cui fa parte la Lav italiana). Le direttive non hanno un’efficacia immediata, ma devono essere “adottate” da tutti i paesi europei entro un certo periodo di tempo. Se ciò non avviene, o l’interpretazione del testo non è conforme all’originale, la Commissione può richiedere una pena pecuniaria per lo Stato inadempiente, oltre che risarcimenti per i singoli cittadini eventualmente danneggiati da quest’ultimo. L’Italia è l’unico stato che ancora non ha seguito l’iter per la “direttiva sulla protezione degli animali utilizzati a fini scientifici”, e già le nostre tasche dovranno prepararsi: la mega-multa è all’orizzonte.

Quello di essere sempre in ritardo o emanare leggi-fantasia è, comunque, un vizio tutto italiano. Secondo l’ultimo report riguardo alle procedure di infrazione, l’Italia vince la medaglia d’oro degli asini. Tematiche “ambientali” quali inquinamento, gestione dei rifiuti e trattamento dei reflui contribuiscono da sole per un quarto delle infrazioni contestate. Anche l’indebito blocco alla coltivazione degli Ogm approvati si inserisce all’incredibile totale di 99 infrazioni contestate solo per il 2012. Ad ogni infrazione, corrispondono pene pecuniarie, penalità, problemi. In una parola: soldi. E questi, chi li paga? La Brambilla?

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