Cannabis terapeutica. La scienza demolisce la propaganda

Il 25 luglio approda in Aula alla Camera la proposta di legge sulla legalizzazione della cannabis. La Repubblica, che intervista a proposito il direttore dell’Istituto farmacologico “Mario Negri”, Silvio Garattini, parla di «data storica», mentre in pagina esalta l’arrivo negli ospedali italiani dei primi 10 kg di marijuana terapeutica.

Il professor Garattini, però, smorza l’entusiasmo, attaccando innanzitutto le presunte “qualità terapeutiche” della cannabis:

«Di conclamato non c’è niente perché nulla di esaustivo è stato stabilito dall’autorità regolatoria, ma al momento i campi con possibili benefici sembrano tre. La cura nella spasticità della sclerosi multipla, che però è una parte minore della sclerosi. Quindi nella terapia del dolore, ma in questo caso non ci sono confronti con i farmaci già esistenti che giustifichino la preferenza della cannabis. Si ipotizza infine un uso per attenuare la nausea provocata dalla chemioterapia, ma mancano i paragoni con i prodotti».

Poi il colpo finale con il quale ricorda che la medicina è scienza, non propaganda per altri fini:

«Se un fenomeno deve essere valutato come farmaco sarebbe bene che la parte relativa agli studi medici sia più avanzata. In più il fatto di dire genericamente che ci sono dei benefici non fa che aumentare la confusione».

Foto Ansa

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